La comunità Sri Lankese a Napoli: «Suarez? No alle scorciatoie ma studio e sacrifici»

Lunedì 28 Settembre 2020 di Melina Chiapparino

«Studiamo, frequentiamo le scuole e facciamo sacrifici per superare gli esami». Dhammika, parla bene l’italiano e non nasconde gli sforzi e il grande impegno necessari per ottenere i certificati di attestazione della lingua. «Per gli stranieri che cercano lavoro in Italia, imparare la lingua è importante e l’unico modo per farlo è prepararsi adeguatamente e rispettare le regole» spiega la 46enne dello Sri Lanka riferendosi alla vicenda di Luis Suarez, il calciatore che secondo le indagini della Procura di Perugia avrebbe svolto un esame truffa per ottenere la cittadinanza. «Tutti gli stranieri che ho conosciuto nelle classi di studio hanno portato avanti seriamente l’attività scolastica e nessuno ha mai pensato a scorciatoie» racconta la donna arrivata poco più di due anni fa a Napoli in cerca di un lavoro che potesse aiutare la sua famiglia.

«Ho deciso di venire a Napoli per pagare gli studi ai miei due figli e aiutare mio marito con le spese della casa che ha bisogno di ristrutturazione» continua Dhammika Dilruskshi Kumarage Perera che si emoziona pensando al figlio 24enne iscritto all’Università di Ingegneria informatica e alla sua piccola di 16 anni. «Ho dovuto studiare e ho conseguito il certificato A1 e A2 per la lingua italiana che mi consentiranno tra qualche anno di avere il permesso di lungo soggiorno- spiega la Srilankese- non posso dire sia stato facile, anche se le scuole che ho frequentato mi hanno seguito con costanza e supportata però mi sono impegnata con tutte le mie forze». Dhammika che parla anche l’inglese e ha familiarizzato con il napoletano- che rimane per lei, la lingua più difficile da pronunciare e comprendere – vive a Napoli con la cugina e alcuni parenti nel centro storico dove l’aveva preceduta la mamma, che lavora come badante e dove il cugino segue da molti anni la comunità Sri Lankese attraverso attività di Caf e affiancamento per l’integrazione degli stranieri.

«Ho studiato a Napoli nella scuola della Comunità di Sant’Egidio, frequentando per un anno le lezioni quattro volte al mese fino all’esame per l’attestato A1 che si è svolto con una prova scritta e una orale- racconta Dhammika- successivamente ho frequentato la “Scuola di Pace” dove ricordo che per imparare l’italiano facevamo anche attività di gioco, canto e utilizzo del computer fino all’esame per l’attestato A2». «All’inizio, mi sono avvicinata alla lingua italiana guardando la televisione e cercando di parlare il più possibile con le persone poi ho cominciato la scuola- continua la 46enne che ha conseguito l’ultimo attestato nel giugno del 2019- non ci sono altri modi per imparare veramente la lingua, si deve studiare». Dhammika, ricorda «l’emozione e la tensione il giorno degli esami, soprattutto per i verbi che sono la parte più difficile della lingua italiana» ma i sacrifici hanno dato frutti e oggi va fiera della sua “lingua adottiva”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA