Milano-Napoli, fine dell'amore sofferto a distanza: «Cinque mesi di telefonate»

Giovedì 4 Giugno 2020 di Paolo Barbuto

Gian Marco sbuffa in fila in attesa del controllo della temperatura, ha voglia di correre dalla sua Bruna che non vede dalle vacanze di Natale perché «siamo fidanzati a distanza io in Lombardia, lei a Napoli. Ci vediamo, più o meno, ogni due mesi. A Gennaio lei è stata da me, io dovevo venire a marzo ma è scoppiata la pandemia e siamo rimasti separati fino ad oggi. In questi mesi io ho sofferto tantissimo, ho visto tante persone che conoscevo finire in ospedale, ho sentito la morte intorno a me. Fortunatamente c'era Bruna: due telefonate al giorno per raccontarci le paure e farci coraggio». 

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Gian Marco («scritto separato, per piacere») ha 23 anni e viene da Lissone, paese di mobilieri a sei chilometri da Monza e 30 da Milano. Ha conosciuto Bruna nell'estate del 2017 in un villaggio turistico in Calabria, è stato colpo di fulmine: «Mi prendeva in giro perché parlavo con le vocali larghissime, la prendevo in giro perché diceva sempre sienteme a me (lo pronuncia correttamente come se fosse napoletano n.d.r.) e io pensavo che fosse uno scioglilingua, non capivo che significava ascoltami. Poi una sera abbiamo smesso di prenderci in giro e ci siamo baciati».
La coda non accenna a sveltirsi, il ragazzo tormenta il bracciale di gomma giallo che tiene al polso. Ha una specie di tic nervoso, con la punta di una scarpa tiene fermo il posteriore dell'altra scarpa e fa entrare e uscire il piede cento volte al minuto: «Scusa, sono nervoso, lei non lo sa che sono a Napoli le farò una sorpresa». 

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Hanno contato assieme i giorni di lontananza. Sono stati 146 (fino a ieri) perché Bruna è andata via da Lissone l'8 di gennaio dopo aver trascorso i giorni dell'epifania a casa della famiglia del fidanzato. Non erano avvezzi alle videochiamate che invece sono diventate un'abitudine nei giorni del lockdown: «È stata una maniera per sentirci davvero vicini».
Martedì sera Gian Marco ha detto a Bruna che l'indomani sarebbe stato fuori con il padre per lavoro fino al tardo pomeriggio, per evitare che lei provasse a chiamare. Ha avvisato il fratello della ragazza che lo verrà a prendere per poi farle la sorpresa.

Attiva, finalmente, il momento del controllo della temperatura. Gian Marco, per mostrare bene la fronte alla pistola-termometro, tira su il cappellino e fa esplodere una matassa di capelli mesciati: prego, passi pure.
Inizia a correre, stargli dietro è un po' difficile. Individua il fratello della fidanzata, urla il nome, Massimo, si vanno incontro come vecchi amici, stanno per abbracciarsi ma si fermano: «Bruna non ha capito niente, stai tranquillo. Adesso è uscita a fare la spesa con mamma. Quando torna e ti trova a casa, secondo me le viene un colpo», Massimo ride con la cattiveria che solo i fratelli maschi possono avere.
Gian Marco si volta, e sorride: «Scusa... vado... sai... Bruna», farfuglia un po', è emozionato.
Chissà come è andata la sorpresa.
 

Ultimo aggiornamento: 16:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA