La morte di Zico, ucciso a Mergellina: ​una lezione

di ​Pietro Perone

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Nello scontro sull’immigrazione, mai come nella scorsa settimana, Napoli ha conquistato centralità politica opponendo testardamente, rispetto al dramma della Sea Watch al largo di Malta, le ragioni della solidarietà a fronte di chi invece mette in primo piano legittime paure che rischiano però di produrre arretramenti sociali e culturali. De Magistris è dunque riuscito a porsi al centro di una vicenda che rischiava di dilaniare il Paese, seguita con trepida attenzione dal Quirinale, e ha offerto agli occhi di molti l’immagine di una metropoli, pur se afflitta da tanti mali, che non rinuncia alle ragioni dell’accoglienza. Capitale di quel Mediterraneo che un tempo si voleva mare di pace e che oggi è teatro di disperazione e di morte.

Non ha però nulla a che fare con un’accoglienza foriera di integrazione la vita di migliaia di immigrati per le strade di Napoli, esercito di disperati che sosta intere giornate davanti ai semafori nel tentativo di vendere qualche pacchetto di fazzolettini o lavare un parabrezza con minacciosa insistenza.

Il marocchino Zico, accoltellato l’altra sera a Mergellina da un connazionale viveva da anni nei giardinetti alle spalle degli chalet, “dentro” la cartolina.

Sono decenni, infatti, che decine di senza dimora bivaccano nei pressi del Lungomare, per letto i cartoni, gli avanzi dei ristoranti come pasto e per “lavoro” quel che capita. La sola assistenza che Zico e gli altri hanno ricevuto è stata quella dei volontari come gli “Angeli della Villanova” nati intorno a una parrocchia. Associazionismo cattolico che a Napoli, come altrove, supplisce ai vuoti delle istituzioni, quasi sempre unica ancora di salvataggio per tanti emarginati.

Napoli città aperta ma anche in grado di offrire un’esistenza civile, un dovere nei confronti di chi fugge da guerre e fame. Pensare invece di gestire un fenomeno epocale esclusivamente a colpi di polemiche politiche, slogan e buone intenzioni è il contrario di quello che dovrebbe essere la politica, sia che si creda nei valori della sinistra o di altro. Aspirare a “volere la luna”, come scriveva Pietro Ingrao, è infatti legittimo, anzi salutare, ma coloro che sono chiamati ad amministrare hanno l’obbligo di restare con i piedi per terra. È un dovere nei confronti dei tanti Zico di Napoli e soprattutto di chi con gli immigrati deve convivere. 
Lunedì 14 Gennaio 2019, 09:28
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3 di 3 commenti presenti
2019-01-14 17:32:19
L' accoglienza di facciata ,il permenismo mascherato per la sola pubblicita' nazionale e a fini politico- elettorale lo si vede al Vasto come a Mergellina ai semafori, vicino le Chiese ed ai suprmercati.Ipocrisia spiccia di chi non ha spessore polico e capacita' di risolvere qualsiasi problema sia strutturale che etnico.
2019-01-14 17:07:57
Ha tutte le ragioni del mondo Giovauriem, non vogliono capire le ragioni , del popolo perchè loro non lo praticano il popolo,fanno solo campagna elettorale con le tasche degli altri.Siamo tutti buoni a parole a fare i buonisti a buon mercato, anche il Sindaco che per un pò di visibilità dice tante di quelle scempiaggini che poi non realizza mai . Ma chi vede i disastri presenti e futuri non può fare l'ottimista di maniera perchè vive tutti i giorni le criticità più o meno violente e nonostante ciò si adopera nei limiti del possibile per aiutare i più derelitti bianchi o neri che siano. In una città disastrata come Napoli di cui il sindaco cerca di coprire le vergogne non riuscendoci perchè la gente non è stupida a partire da me che l'ho votato due volte, ciascuno di noi per un naturale sentimento di ospitalità già cerca nel proprio piccolo di fare il possibile, ad esempio nel mio quartiere collaborano alcuni ragazzi di colore che volontariamente e simpaticamente si adoperano per pulire le strade e da parte dei passanti e dei residenti con piacere viene offerto loro qualche euro che mediamente in un'oretta di lavoro utile per i cittadini consente loro di racimolare una ventina di euro in due a perpetua vergogna del sindaco e di tutta la giunta che a me personalmente dal comune ha risposto ""dimenticatevi" dei netturbini perchè non ci sono soldi "". E se non è schifo questo e vergogna per una città mediterranea e internazionale come dice lui, almeno dei semplici cittadini si adoperano per aiutare il prossimo ricevendone in cambio un servizio non dovuto ma che ha fatto brillare gli occhi di gioia a due ragazzi di colore che hanno visto qualcosa di tangibile nello squallore della loro situazione di immigrati irregolari. Questo è solo un piccolo esempio locale, che però mi risulta che si stia estendendo, ma che non potrà mai risolvere l'immenso problema della invasione di massa. Se in una cittadina come Cas telvolturno hanno consentito di far proliferare una moltitudine di clandestini di circa venticinquemila unità superando addirittura i residenti,che speranza possiamo nutrire noi da parte di quelli che si qualificano come buonisti dell'impossibile ormai dimostrato e che continuano imperterriti a fare campagna elettorale tutti i giorni in tv ? Purtroppo lo stiamo comprendendo a nostre spese ma c'è voluto l'FBY per dimostrarci quanto siamo autolesionisti e non vedenti il losco e lercio traffico di carne umana sotto i nostri occhi ma per i buonisti filosofeggianti non è ancora sufficiente.Ad maiora......
2019-01-14 14:33:08
di quale solidarietà parlate di quella banta a 35 euro a cranio o di quella a spese degli altri cittadini normali? lo volete capire che gia abbiamo i nostri guai , e sono tanti, e non siamo in grado di sopperire ai guai altrui, la vostra "bontà" quando avrà fine quando tutti gli africani e asiatici saranno arrivati in italia? non a napoli abbiamo già troppa munnezza', reale, metaforica e strana, non ce ne serve altra, dove vivete voi altri?

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