Allarme criminalità a Napoli, De Iesu annuncia 250 nuovi vigili urbani

Allarme criminalità in onda giovedì 10 novembre alle ore 23 su Canale 8

Foto degli ospiti al talk La Notizia in Comune
Foto degli ospiti al talk La Notizia in Comune
Martedì 8 Novembre 2022, 21:12
4 Minuti di Lettura

Allarme criminalità a Napoli: questo il tema al centro della quarta puntata del talk televisivo prodotto dalla Max Adv di Massimiliano Triassi e coordinato della redazione giornalistica de «La Notizia in Comune». La puntata andrà in onda sull'emittente regionale Canale 8 (digitale terrestre nr 14) giovedì 27 ottobre alle ore 23.00 e in replica venerdì 28 ottobre alle ore 08.00. Ad intervenire sul tema criminalità, nel dibattito condotto dalla giornalista Matilde Andolfo, sono stati: l'assessore del Comune di Napoli Antonio De Iesu, il magistrato della Dda Giuseppe Visone, il Comandante provinciale dei carabinieri di Napoli, Generale Enrico Scandone, il parroco del Parco verde di Caivano Don Maurizio Patriciello (in collegamento), Patrizio Oliva (in collegamento)e l'attore Peppe Laurato.  L’esperienza del Teatro San Ferdinando.

Antonio De Iesu, assessore alla legalità del Comune di Napoli, annuncia :«È previsto con il nuovo anno l'impiego di 250 nuovi tra ufficiali e agenti di polizia per il controllo del territorio cittadino». Al centro della discussione anche il tema della mala-movida: «I giovani hanno il diritto di aggregarsi, ma esiste anche un diritto dei residenti. La Malamovida è un tema di tutte le città metropolitane. Ed è un tema per il quale il sindaco stimolerà al confronto anche gli altri primi cittadini. A Roma e Milano accadono cose molto più gravi». Sul tema previsto un nuovo regolamento comunale ed un lavoro con l'assessore Armato per «creare quelle condizioni affinché si possa pensare di investire anche in altre zone della città così da delocalizzare almeno in parte la movida». Pensiero rivolto a Bagnoli così come al centro direzionale.

Il Generale Enrico Scandone, Comandante provinciale dei Carabinieri di Napoli, ha sottolineato i numerosi arresti effettuati negli ultimi mesi sul territorio ed ha richiamato l'attenzione sulla necessità di una reazione culturale e sociale che deve arrivare dai cittadini perché non basta solo la repressione. Va anche potenziata e ampliata l'educazione alla legalità. Su realtà come Caivano non manca il contrasto all'illegalità e il recupero della terra dei fuochi, ma servono alternative concrete oltre la repressione. E poi «Di Napoli si dà solo una comunicazione negativa. Potendo apprezzare quello che di bello c'è a Napoli esce solo il negativo perché fa notizia. Invece bisogna promuovere le tante iniziative che si fanno sul territorio». Pensiero condiviso da Patrizio OLiva intervenuto in collegamento.

Giuseppe Visone, magistrato della Dda di Napoli, ha sottolineato come parlare dell'Area nord chiama in causa la problematica del tribunale. «La situazione impatta sul cattivo funzionamento del Tribunale di Napoli Nord. Le fissazioni delle prime udienze dei processi penali sono al 2027. Doveva diventare il quarto-quinto tribunale nazionale. Una delle aree a più alta densitività abitativa del paese. Non è così a fronte di una carenza di organico strutturale che chiama in causa la politica e chi ha voluto che quel tribunale aprisse in quel modo». 

 Don Maurizio Patriciello, parroco al Parco Verde di Caivano, ha lanciato un grido di dolore dal territorio perché la realtà delle case popolari di Caivano è quella din un ghetto dove si è creato un sistema orribile che vede scappare coloro che possono farlo, mentre le case popolari del comune non sono di fatto nella disponibilità dell'ente pubblico ma di fatto gestite dai clan se ne sono impossessati con le occupazioni abusive. Da Peppe Laurato uno stimolo a far diventare del Teatro San Ferdinando «la possibilità dove i ragazzi possano accedere gratuitamente perché è in questo modo che si accendono le passioni che contribuiscono a tenerti lontano dall'illegalità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA