Laboratori e radiologia a rischio
i tetti di spesa sono quasi esauriti

di Ettore Mautone

Tetti di spesa dagli ex convenzionati: che autunno aspetta i pazienti campani che si rivolgono ai centri accreditati? I circa 340 milioni di euro di budget stanziato per le attività di Radiologia (Ecografie, Tac, Risonanze, Pet) Medicina nucleare, Radioterapia e laboratori di analisi sono quasi esauriti e le prestazioni sono pressoché terminate in tutte le Asl e in tutte le branche salvo qualche oasi felice tipo Avellino e Benevento.

La parola chiave è fabbisogno, ossia la domanda di salute che proviene dai cittadini, calcolata in termini di volumi di prestazioni annui cui corrisponde un determinato budget. Si tratta, per essere più chiari, della fetta di torta di finanziamenti sanitari che la Regione ogni anno mette nel piatto delle Asl per stipulare contratti con gli accreditati i quali, a propria volta, erogano le prestazioni in nome e per conto del Servizio sanitario regionale. All’esaurimento dei tetti di spesa il regime diventa inevitabilmente privato e dunque con oneri a carico dei cittadini. Ebbene, nonostante le promesse di un anno fa della nuova amministrazione regionale, quando l’esaurimento delle risorse avvenne addirittura a giugno, anche nel 2016 la spia del carburante ha iniziato a lampeggiare durante l’estate, spostando in avanti solo di alcune settimane la lancetta della benzina comunque insufficiente per arrivare fino a dicembre. Situazione che fa da premessa ad un altro autunno difficile che potrebbe diventare esplosivo con il passaggio all’assistenza indiretta. La programmazione spetta ai commissari governativi Polimeni e D’Amario che per la specialistica hanno confermato il vecchio tetto di spesa con un ritocco al ribasso in onore della spending review. In più è stata reintrodotta la cosiddetta clausola vessatoria (freno tirato ai contenziosi) che invece il Tar aveva bocciato. Tutte le associazioni di categoria sono sul piede di guerra e allo stato nessuno è disposto a firmare i contratti. Una sottostima del fabbisogno che si registra nonostante il calo della domanda di prestazioni (radiologiche e di specialistica) di circa il 15% dovuto al giro di vite del decreto Lorenzin che per alcuni mesi ha limitato la prescrivibilità di 204 esami ma poi congelato in primavera. La registrazione dei consumi fino a luglio (suscettibili di aggiustamenti nell’ordine di due o tre settimane per il fisiologico calo della domanda nel periodo di agosto), prevede che la lancetta della benzina segnerà rosso fisso a partire da settembre, in particolare nelle tre Asl napoletane. Il primato spetta a Napoli 1 dove già a luglio le visite specialistiche di Cardiologia in convenzione erano esaurite. A Napoli ci saranno problemi per le prestazioni di Radiologia da metà settembre e agli inizi di ottobre per la Radioterapia e i Laboratori analisi. Nel territorio metropolitano solo la Medicina nucleare ha risorse sufficienti fino a dicembre. Situazione poco più rosea a Napoli 2 nord e che si replica con poche differenze anche a Napoli 3 sud dove peraltro la Radioterapia è già in rosso da questa settimana. Una mappa del disagio che lambisce anche Caserta e Salerno lasciando indenni solo le province di Avellino e Benevento tradizionalmente capienti per le attività dei privato convenzionati.

Una programmazione contestata, per altre ragioni, anche sul fronte delle Case di cura e dei centri di riabilitazione nonostante l’incremento del budget (rispettivamente di 30 e 17 milioni di euro) assicurato dai decreti commissariali approvati a inizio agosto. Nel primo caso per i vincoli a prestazioni di alta specializzazione mentre per la riabilitazione in quanto circa 10 milioni dell’extrabudget sono stati dirottati sulle sociosanitario per anziani e disabili gravi e dunque utilizzabili solo con lunghe e complesse riconversioni di strutture allo stato in alto mare.
Lunedì 29 Agosto 2016, 19:44
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