Le tre Italie in classe: meno scuola a chi ne avrebbe più bisogno

di Daniela De Crescenzo

Meno scuola a chi ne avrebbe più bisogno: è il paradosso del sistema formativo italiano descritto dall'Atlante di Save The Children e pubblicato da Treccani che dal 23 novembre sarà in tutte le librerie.

Nel rapporto si rilanciano i dati resi pubblici lunedì dal ministero dell'Istruzione nel focus sulla dispersione scolastica e li si incrocia con le cifre sul tempo pieno, sulle dotazioni informatiche, sulla refezione. Il risultato è chiaro: nelle scuole del Sud, in Sicilia, ma anche in Campania, il numero dei ragazzi che lasciano le aule prima del tempo è più alto rispetto al resto del Paese mentre è più fragile la rete che dovrebbe incoraggiarne l'inserimento e il recupero.
Lo dicono in maniera chiara i numeri che contraddicono slogan e belle parole.

Chi lascia prima del tempo.
La ricerca del Miur relativa agli anni scolastici 2015-16 e 2016-17, quantifica gli abbandoni (e i rientri) che si verificano nel passaggio tra le classi oltre a quelli che avvengono nel corso dell'anno, e dimostra che i dispersi si concentrano al Sud, sono in maggior numero maschi, figli di immigrati e spesso sono già stati bocciati.
Secondo i ricercatori del ministero in Italia nelle nostre scuole medie c'è un tasso potenziale di abbandono, per il periodo considerato, dello 0,8 per cento: sono 14.258 i bambini persi prima dei tredici anni. Ma la cifra è molto più alta nel Mezzogiorno e soprattutto in Sicilia (1,3 per cento), in Campania, Calabria e Lazio (1 per cento): il doppio delle Marche e dell'Emilia Romagna.

Quindi i desaparecidos sono in prevalenza maschi (0,9 per cento rispetto allo 0,7 per cento delle femmine), di origine straniera (3,3 per cento contro lo 0,6 per cento relativo agli alunni con cittadinanza italiana), sono già stati bocciati una o più volte (il tasso di dispersione è del 5,1 per cento per gli alunni in ritardo, e dello 0,4 per cento per quelli in regola) e hanno superato da tempo l'età dei compagni di classe (lascia il 40,9% degli alunni con età superiore ai 16 anni.)
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Mercoledì 15 Novembre 2017, 08:52 - Ultimo aggiornamento: 15-11-2017 12:36


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