Leader antiracket minacciato su Fb:
«Non fai paura, farai una brutta fine»

Mercoledì 13 Marzo 2019 di Pino Neri
«Spero che farai una brutta morte. Meglio il suono delle sbarre di un carcere che il suono delle campane. Pensa ad altri ci . Tu non sei nessuno, ma. E non fai paura». E' il guanto di sfida lanciato su Facebook al presidente dell'associazione antiracket di Pomigliano, Salvatore Cantone, da una parente di Pietro D'Agostino, il 62enne appena condannato dal tribunale a 6 anni e mezzo per estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di due commercianti. Commercianti che grazie all'assistenza dell'associazione di Cantone hanno trovato il coraggio di denunciare facendo arrestare e condannare D'Agostino e un complice, Antonio Mennetta, 36 anni.

LO CHOC
Ma la minaccia di morte ha scosso l'opinione pubblica. Salvatore Cantone ha denunciato l'episodio ai carabinieri. «Non perché abbia paura ma perché bisogna sempre dare l'esempio» spiega il fondatore dell'associazione antiracket Pomigliano per la Legalità, dedicata a Domenico Noviello, il commerciante di Castel Volturno che per aver denunciato le estorsioni fu ucciso, nel 2008. Come Noviello anche Cantone è un piccolo imprenditore. La sua azienda fu taglieggiata nel 2005 da un gruppo di camorristi di Sant'Anastasia. Ma anche lui li denunciò. Li fece condannare. Cantone poi ha fondato la prima associazione antiracket a est di Napoli, collegata alla FAI di Tano grasso. Però i parenti degli estorsori non mollano.

 

GLI ATTACCHI
«Togliti i debiti con i tuoi ex operai, visto che hai chiamato fallimento. Sei un delinquente autorizzato, un fallito» l'ulteriore insulto via Facebook. «Ovviamente la delazione fa parte del gioco. Lo ripeto: non mollo» replica l'esponente anticamorra. Cantone lunedi è stato attaccato anche dal sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, che nel commentare la mancata costituzione di parte civile del Comune al processo contro D'Agostino lo ha definito professionista dell'antimafia. Ieri però, in difesa del presidente antiracket, è intervenuto Dario De Falco, consigliere comunale del M5s nonché capo della segreteria a palazzo Chigi del vicepresidente del consiglio, pure lui pomiglianese, Luigi Di Maio. «Sono gravissime il j'accuse del pentastellato - le parole del sindaco Russo che, rispondendo alla stampa sulla mancata costituzione di parte civile del Comune al fianco delle vittime, dice di «non aver saputo del processo». Più gravi però aggiunge De Falco - le sue dichiarazioni sui rappresentanti dell'associazione che ha supportato le vittime, definendoli professionisti dell'antiracket. Ma la cosa più grave è stata la dichiarazione del sindaco di non voler rinnovare la convenzione con l'associazione: comportamento vergognoso, che schernisce la lotta alla criminalità. Un'onta per la nostra città». Infine l'appello del dirigente M5S. «La lotta alla criminalità sottolinea De Falco - non dovrebbe avere colore politico. Un plauso ai commercianti coraggiosi e all'associazione antiracket di Pomigliano per aver denunciato e fatto condannare gli estorsori. A loro tutto il nostro sostegno». Altrettanto dura la replica del sindaco Russo. «De Falco risponde - da mancato laureato e nullafacente si goda i 90mila euro a spese dei cittadini. Intanto io guido una giunta che si distingue per l' onestà. I suoi membri non hanno peccati quali costruzioni abusive, lavoratori in nero o progettisti che firmano opere illegali. Contrariamente a Di Maio e a Di Battista siamo cresciuti in ambienti sani».
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