Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Liceo Vico, bagno negato allo studente trans: la preside «pronta ad attivare la carriera Alias»

Lunedì 26 Aprile 2021 di Mariagiovanna Capone
Liceo Vico, bagno negato allo studente trans: la preside «pronta ad attivare la carriera Alias»

Sono stati giorni duri al liceo Vico, ma alla fine saranno ricordati come quelli rivoluzionari. Una settimana fa Andrea (nome di fantasia), ragazzo transgender della 3H, veniva scacciato dal bagno del genere in cui si identifica da un collaboratore scolastico che invece le riconosceva il genere di nascita. Andrea vive «un inaccettabile atto discriminatorio di natura transfobica» e al suo fianco si ritrova la classe che mercoledì, attraverso i social, condivide un post che diventa virale in cui si racconta la vicenda. Per gli studenti è l'occasione per intraprendere una battaglia per i diritti delle persone transgender, chiedono alla dirigente Clotilde Paisio sia un'adeguata formazione su transfobia e identità di genere per il personale scolastico che l'approvazione della Carriera Alias, uno strumento burocratico che offre la possibilità agli studenti in transizione la possibilità di adottare un alias diverso da quello anagrafico, già approvato nelle Università e in molti licei italiani tra cui il Genovesi. In pochi giorni, i ragazzi della 3H sono riusciti nel loro intento e Andrea ovviamente andrà nei bagni del genere in cui si identifica. La dirigente ha anche chiesto alle associazioni iKen e Arcigay Napoli di avviare un ciclo di attività rivolte a docenti, personale e studenti. E non a caso, la prima iniziativa sarà il 17 maggio, giornata internazionale contro l'omotransfobia, mentre il prossimo anno scolastico si realizzerà un percorso più strutturato. 

«Dopo aver svolto dibattiti sulla tematica della transfobia e dell'identità di genere con i nostri docenti, i quali ci hanno sostenuto rispettando e comprendendo la nostra decisione e le nostre motivazioni, terminiamo lo sciopero». I ragazzi della 3H hanno impiegato tre giorni per una vera e propria rivoluzione per i diritti transgender. Al loro fianco, i loro docenti e la dirigente Paisio, che ha voluto chiarire con Andrea e i suoi genitori, alcune incomprensioni avvenute dopo la segnalazione del collaboratore. Che il liceo Vico sia aperto a queste tematiche, infatti, non è un mistero. Proprio con Paisio, associazioni per i diritti Lgbt hanno già tenuto incontri in epoca pre-Covid, e si è mossa immediatamente invitando iKen e Arcigay Napoli che hanno tenuto due giorni di incontri nel fine settimana. «La preside proseguono gli studenti - si è resa disponibile ad avviare una campagna di sensibilizzazione per gli studenti con l'aiuto delle due associazioni. La prima iniziativa è stata già indetta per il 17 maggio. Per contrastare episodi di natura omotransfobica, è stato proposto alla dirigenza di sostenere la nascita di associazioni Lgbt+ di studenti e/o docenti all'interno dell'istituto. E ci ha mostrato la sua disponibilità» chiariscono gli studenti che ora lavorano alla giornata internazionale contro l'omotransfobia. 

Video

Andrea ha da sempre al suo fianco la famiglia ed è sostenuto nella sua transizione dall'associazione iKen. «Senza alcun dubbio il clima che si respirava agli incontri al Vico era disteso, di totale disponibilità, ascolto e attenzione», spiega il presidente Carlo Cremona. «La preside Paisio ci è apparsa motivata ad ascoltare e accogliere proposte che fornissero agli studenti e al personale, mezzi e strumenti per rendere la scuola maggiormente inclusiva, e ha mostrato grande apprezzamento per la capacità della classe di fare gruppo a protezione dello studente transgender». La famiglia di Andrea, tramite Cremona, dichiara di «aver ricevuto dalla scuola e dalla preside Paisio accoglienza e disponibilità ad ascoltare le richieste e i bisogni del loro figlio, e di essere uscita dall'incontro certa che da questo episodio gli attori la scuola, i ragazzi, le famiglie potranno tutti insieme riceverne un beneficio in termini di consapevolezza e di benessere».

Ultimo aggiornamento: 27 Aprile, 08:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA