«Ridateci il Loreto Mare a Napoli», il Covid center è vuoto e scatta la mobilitazione

Lunedì 8 Giugno 2020 di Ettore Mautone
«Riapriamo lo storico ospedale Loreto mare»: nella fase post Covid torna a farsi sentire la voce del gruppo pubblico di Fb Noi contro la malasanità che via social annuncia il battesimo di una nuova associazione che ha nella sua mission l'obiettivo di riaprire appunto l'ospedale di via Vespucci oggi impiegato come Covid center. Usando un italiano un po' claudicante Carlo Landolfi, storico attivista della pagina, punta il dito sul fatto che «il nosocomio in questione non è mai andato in pieno regime» e confida sull'impegno di alcuni giovani citati per nome e cognome. Sotto la parola d'ordine «più ospedali, più assistenza» si fa riferimento alla necessità di riportare lo storico presidio della Marina nella rete dell'emergenza della Asl dopo la lunga parentesi Covid. Aiuterà - viene chiarito dal gruppo - a smaltire l'utenza dei pochi presidi ospedalieri della Asl rimasti aperti nella rete dell'emergenza «che quasi sempre sono intasati e creano caos e bassa assistenza in tutto il territorio cittadino». Da qui un vibrante appello a firmare on-line una petizione e ad aderire al gruppo. «Non facciamo come il San Gennaro, l' Ascalesi, gli Incurabili, l'Elena d'Aosta e tante altre strutture ambulatoriali e ospedaliere rimaste chiuse», avverte.

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IL MANAGER
Immediata la smentita del manager della Asl Ciro Verdoliva che sgombra il campo dagli equivoci: «Il presidio ospedaliero Loreto mare non chiuderà, servirà invece ancora per l'assistenza ai pazienti COVID-19 e dopo l'emergenza rientrerà nella rete ospedaliera a pieno regime e con Pronto soccorso. Chiunque afferma il contrario mente». Il numero uno della Asl metropolitana poi aggiunge: «Chiunque dovesse sentire o leggere di voci su programmazione futura delle strutture aziendali verifichi con la direzione generale se quanto circola sui social o nelle chat è vero. Risponderò a tutti e così evitiamo che i venticelli delle calunnie e delle bugie si alimentino e prendano forza fino quasi a sembrare verità». In effetti sono in tanti a chiedersi quale destino avrà il Loreto Nuovo quando la tempesta Covid sarà passata. La Asl metropolitana oggi può contare su due presidi dedicati all'assistenza dei malati da Coronavirus: al Loreto si affianca l'ospedale modulare di Napoli est con un'offerta multispecialistica che può contare sul vicino Ospedale del mare. I pazienti affetti da Sars Cov 2 sono in calo, così anche le ospedalizzazioni, in Campania le nuove infezioni si registrano sulle dita di una sola mano e sono ormai attorno allo zero, gli attualmente positivi sono solo 724 e di questi pochissimi ancora in rianimazione, 86 in tutto i ricoverati. Uno scenario in cui l'ospedale Covid di Napoli est potrebbe anche chiudere e restare a disposizione per future emergenze, viste anche le difficoltà di personale con cui deve fare i conti.

IL NUOVO ASSETTO
«La Regione, per far fronte all'emergenza Covid-19 - spiega Verdoliva - durante la fase epidemica di picco ha predisposto un piano di interventi urgenti di Protezione civile in linea con gli indirizzi del governo nazionale in un contesto in cui i posti letto di rianimazione andavano rapidamente saturandosi. Sono stati programmnati due Centri Covid 19 all'Ospedale del mare, con 72 posti letto di terapia intensiva, distinti in tre moduli da 24 posti e al Loreto Nuovo con 70 posti più un complesso operatorio. L'emergenza non è ancora finita - conclude Verdoliva - chiaramente al consolidarsi dei dati di afflusso si provvederà a valutare la sostenibilità dell'esercizio dei due Covid center anche in relazione al piano nazionale Fase 2 che tende a separare la rete Covid-19 dal resto dell'offerta sanitaria». Il Loreto fino alla settimana scorsa ospitava solo due pazienti poi dimessi, ora ne sono stati trasferiti altrettanti da altri presidi della Campania (Scafati, Avellino) che sono in via di riconversione Covid free. Altri due sono attesi oggi da Ariano Irpino. Il Loreto, dunque, terminata l'emergenza Covid-19 tornerà alle funzioni stabilite dal piano ospedaliero, un presidio dotato di pronto soccorso di base ma che non è escluso sia riclassificato a Dea di I livello, sua originaria destinazione prima che tale opzione fosse attribuita al Pellegrini.

OSPEDALE DEL MARE
Intanto si lavora per consentire all'Ospedale del mare di aprire, entro il 30 giugno, le ultime unità operative e posti letto che mancano all'appello (Oculistica, Maxillo facciale, Trauma center, Stroke unit) e farne un Dea (Dipartimento di emergenza) di II Livello. Un passo importante di un percorso programmato per step precisi e definiti ma lo scoglio da superare resta la carenza di personale. Nel pronto soccorso già ora si lavora in affanno con alcune unità mediche in meno e notevoli difficoltà a coprire i turni e c'è in vista il trasferimento di 4 camici bianchi, vincitori di concorso, per ora congelato. Ma con uno o due pazienti anche a Napoli est urge una riorganizzazione dell'offerta assistenziale Covid regionale considerando che c'è sempre disponibile il Cotugno, con 60 posti letto dedicati e altri 250 riconvertibili in poche ore. © RIPRODUZIONE RISERVATA