Loreto Mare, pochi medici e il pronto soccorso apre senza chirurgia

Mercoledì 13 Ottobre 2021 di Ettore Mautone
Loreto Mare, pochi medici e il pronto soccorso apre senza chirurgia

Svuotare le corsie del Loreto Mare dai pazienti Covid, restituire lo storico presidio di via Vespucci alle funzioni originarie. Riportare i posti letto Covid dell'Ospedale del mare alla destinazione assistenziale ordinaria e contestualmente ritrasferire le unità migrate a Napoli est durante l'emergenza ai presidi di provenienza. Infine riaccendere, quanto prima, i motori del Pronto soccorso del San Giovanni Bosco fermo da mesi. Sono queste le tre linee operative dettate dalla giunta regionale e dall'Unità di crisi alla direzione strategica della Asl Napoli 1. Un percorso irto di difficoltà allo stato insormontabili.

Mentre al Loreto stanno trasferendo gli ultimi pazienti (al Cotugno, in dimissioni protette o in quarantena di fine malattia al Covid residence di Napoli est) lunedì scorso si è tenuta una prima riunione al San Giovanni Bosco. Attorno al tavolo le direzioni sanitarie degli ospedali, i responsabili degli uffici centrali dell'azienda sanitaria e i vertici della Asl (la direttrice sanitaria aziendale Mariella Corvino e il manager Ciro Verdoliva). Lo scoglio da superare è la grave carenza di personale. All'appello mancano anestesisti, medici specialisti dell'emergenza ma anche di altre discipline (radiologi, ortopedici, chirurghi, cardiologi). Dopo quasi due anni di emergenza pandemica gli ospedali della Asl sono smembrati e tra pensionamenti, trasferimenti e migrazioni sono tanti i servizi vacanti, senza primario e con poche unità a copertura dei turni. 

Cominciamo dal Loreto: in base al Piano ospedaliero dovrebbe essere un pronto soccorso di I livello (media complessità) come il San Giovanni Bosco. In realtà l'unica possibilità è che torni a svolgere solo funzioni per l'area medica senza impegno chirurgico. L'ospedale ripartirà con un'unità di Medicina generale, un reparto di lungodegenza, l'Ematologia guidata da Angela Rocino. È poi previsto il ritorno al Loreto del day hospital e dell'ambulatorio oncologico di Luigi Leopaldi (ex Ascalesi). Per garantire queste attività (trasfusioni, chemioterapie ecc.) servirà una guardia anestesiologica. Dei sette specialisti rianimatori attualmente impiegati al Loreto 5 resteranno in sede e gli altri due andranno a rinforzo del San Giovanni Bosco. Gli spazi liberati all'Ospedale del mare? Consentiranno di ridare respiro al Trauma center di Pino Noschese, all'unità chirurgica maxillo facciale, alla chirurgia toracica e di riattivare la day surgery e la week surgery. Per queste ultime funzioni in ballottaggio c'è il trasferimento a Napoli est dell'ernia center del San Giovanni Bosco, eccellenza diretta da Angelo Sorge. 

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Il San Giovanni Bosco: nella riunione di lunedì è emerso come questo ospedale abbia enormi problemi di personale. Su un organico già in crisi nell'ultimo anno e mezzo sono stati trasferiti o andati in pensione 5 o 6 cardiologi (oggi senza primario e ridotta al lumicino), 5 internisti, 7 o 8 chirurghi, 2 neonatologi, 2 chirurghi vascolari, 4 ortopedici, alcuni specialisti ambulatoriali. Arduo riaprire il pronto soccorso in queste condizioni. Per gli 8-9 specialisti di pronto soccorso che servono è stata chiesta la disponibilità a internisti di altri ospedali. L'alternativa è fare ordini di servizio ma al presidio della Doganella sono talmente pochi nelle specialità affini che anche questa strada è in salita. L'ultima spiaggia è il reclutamento da agenzie interinali. Un radiologo verrà dal Monaldi ma servirà solo a rinforzo delle chirurgie. I laboratoristi possono essere attinti dall'ospedale San Paolo ma restano la rianimazione a mezzo servizio (servono almeno 4 specialisti), l'ortopedia in funzione solo per un turno, la cardiologia e neurologia a malapena capaci di coprire le attività di reparto. Una patata bollente, quella della riapertura del pronto soccorso, che oggi passa nelle mani dei sindacati convocati alle 14 per il comparto e alle 16 per la dirigenza medica. Due riunioni per mettere a fuoco soluzioni praticabili e condivise. A essere realisti l'unica strada percorribile è portare tutte le forze al san Giovanni Bosco e lasciare, per ora, il Loreto a funzioni ambulatoriali condivise con il San Gennaro in attesa di tempi migliori.

Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre, 07:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA