Madre e figlio uccisi a Casalnuovo, i funerali nel cimitero di Volla

Volla. I funerali di Immacolata De Rosa e del figlio Clemente Palumbo, uccisi in un agguato il 28 novembre davanti casa, in via Casarea a Casalnuovo.
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di Patrizia Panico

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VOLLA. Si sono svolti, con una cerimonia officiata all'interno del cimitero di Volla, i funerali di Immacolata De Rosa e di suo figlio Clemente Palumbo, madre  e figlio rimasti uccisi in un agguato la sera del 28 novembre scorso, in località Casera, nel comune di Casalnuovo di Napoli - zona senza soluzione di continuità col territorio di Volla.

Madre e figlio, rispettivamente di 55 anni e 34 anni, erano a bordo dell'auto di lui, in sosta davanti la loro abitazione, quando i killer sono entrati in azione. Un agguato di camorra? Pare di no ma ci sono le indagini in corso. Di certo le modalità erano quelle dei camorristi: un’esecuzione efferata messa a segno con numerosi colpi d’arma da fuoco, e nel cui mirino, secondo gli inquirenti, doveva finire solo l’uomo, Clemente Palumbo, morto poco dopo al Cardarelli. Mentre ad uccidere la donna è stato un solo proiettile entrato nella regione ascellare sinistra. Stante la dinamica c'era da presumere che la donna fosse stata colpita per sbaglio, raggiunta da un proiettile destinato al figlio, che ne ha ricevuti quattro al volto e al torace. Il corpo della donna era stato trovato sul sedile del passeggero, al fianco del figlio, e a un primo esame non presentava macchie di sangue. Circostanza che, unita all'assenza di ferite visibili a prima vista, aveva indotto gli investigatori a non escludere l'ipotesi del malore.
 
 

La messa è stata celebrata oggi, 5 dicembre nel cimitero di Volla, dove si trovano anche i resti del marito della donna deceduto qualche anno fa. Le salme restituite solo oggi, dopo l’esame autoptico, sono giunte a Volla verso le 13,30. La messa officiata da don Federico, della chiesa di San Michele, Cappella Curcio, ha raccolto la famiglia delle vittime, i parenti e gli amici che hanno indossato una maglietta raffigurante i volti di Immacolata e Clemente. Tanti palloncini bianchi ed uno striscione dedicato a Clemente Palumbo hanno accompagnato il feretro dell’uomo, i palloncini sono stati fatti volare prima di celebrare la messa. Una cerimonia intima, caratterizzata dai canti per accompagnare i “nostri cari fratelli”, ha detto don Federico, morti “all’improvviso”. Nessun riferimento alla tragedia dello scorso martedì 28 novembre, parole quali agguato, camorra e killer non sono state proferite; né, soprattutto, si è fatto riferimento alle circostanze – di cui sono tuttora aperte le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna. L’omelia del parroco ha posto l’accento sulla “sorpresa”: la morte giunge all’improvviso, ha detto il prete: “bisogna prepararsi per tempo” per poter essere accolti nel regno di Dio.

Le due vittime, dunque, sono state sepolte. Restano aperte le indagini: gli investigatori hanno a disposizione i risultati dei primi rilievi balistici mentre si attendono gli esiti dell'esame medico-legale, eseguito ieri, per entrambi. Tutto però lascia supporre che la donna – come già ipotizzato in un primo momento - non fosse la vittima designata. Ha avuto la sventura di trovarsi in auto con il figlio quando i sicari sono entrati in azione.
I carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna stanno passando al setaccio le frequentazioni dell'uomo, piccolo imprenditore, che non aveva collegamenti con il mondo della droga ma, stante gli investigatori “strette” frequentazioni col clan egemone nella zona tra Casalnuovo e Volla. Insomma, ora si cercano i killer e il movente che fatto scattare l’agguato del 28 novembre scorso.
Martedì 5 Dicembre 2017, 18:17 - Ultimo aggiornamento: 05-12-2017 19:09
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