Maltempo a Napoli, collassa la diga del Molosiglio: «Subito interventi di manutenzione o sarà disastro»

Giovedì 7 Gennaio 2021 di Antonino Pane
Maltempo a Napoli, collassa la diga del Molosiglio: «Subito interventi di manutenzione o sarà disastro»

Il crollo dell'Arco borbonico è lo schiaffo alla Storia, ma ci sono anche altri danni che rischiano di mettere in ginocchio l'intera economia del porto di Napoli. La diga foranea Duca degli Abruzzi, in prossimità della bocca di levante, ha ceduto in maniera gravissima in ben due sezioni. Un'altra mareggiata potrebbe rompere gli ultimi supporti e costringere l'autorità marittima ad interrompere le attività sulle banchine più esposte agli eventi meteo marini per effetto della frattura della diga di contenimento, ovvero della struttura preposta a proteggere il porto dai marosi. La situazione è particolarmente grave perché interessa uno dei punti nevralgici per i traffici marittimi, i terminal contenitori. Se la falla dovesse allargarsi ulteriormente, lo scalo partenopeo potrebbe subire un duro colpo con parte delle banchine interdette alle grandi navi che trasportano contenitori.

 

Pasquale Legora De Feo, presidente di Conateco, il terminal contenitori più grande del porto, è preoccupatissimo: «Siamo costretti a lavorare con gli occhi puntati sulle previsioni meteo. Chiediamo interventi urgentissimi, la diga foranea è stata letteralmente sfondata dal mare». Insomma il molo borbonico è solo il primo capitolo dei disastri provocati dalla mareggiata su un litorale da troppo tempo privo di un oculato piano di manutenzione. Danni strutturali sono anche segnalati al Molosiglio. Preoccupatissimo è il presidente del Circolo Canottieri Napoli, Achille Ventura: le immagini di quanto è successo a Rapallo sono un monito da non sottovalutare.

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Il Circolo ha già avuto gravissimi danni alla struttura aerostatica di copertura della piscina e per questo dovrà rinunciare ad alcune attività sportive legate al nuoto ed alla pallanuoto. Sotto accusa, dunque, la gestione della manutenzione di un vasto litorale che va da Pietrarsa a La Pietra di competenza dell'Autorità di Sistema Portuale, dotata di competenze specifiche sulle opere infrastrutturali a cominciare proprio da quelle a difesa del porto. Un giudizio assai critico a guardare le cifre appostate proprio per la manutenzione dalle quali emerge che a questo settore è stato dedicato un interesse assolutamente residuale. Gli atti recentemente adottati dal presidente Pietro Spirito dicono che nel Piano operativo triennale 2021-2023 sono stati previsti solo 3 milioni per l'anno corrente destinati alla manutenzione di ben tre porti, Napoli, Salerno e Castellammare. Ma perché questa scelta?

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Cominciamo col dire che l'Autorità di Sistema Portuale ha selezionato altri obiettivi ad esempio ponendo come priorità il nuovo terminal Beverello, che oggi è bloccato per il rinvenimento di reperti archeologici che, in quella zona, erano ben prevedibili se non addirittura certi. Su questo capito l'Adsp ha postato 24 milioni di euro di fondi propri, evidentemente sottratti proprio alle manutenzioni delle infrastrutture. La conferma di una scelta discutibile è arrivata ora: nelle richieste inviate al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti per la candidatura ai fondi Next Generation Eu, ci sono 431 milioni di euro di cui 326 per Napoli e 105 per Salerno. Richieste, peraltro, sostenute da pochissimi progetti. E tra queste ci sono 40 milioni per manutenzioni per il porto di Napoli e 40 per quello di Salerno. Nell'intervista rilasciata da Pietro Spirito a Il Mattino all'indomani del crollo del molo borbonico è emerso chiaro l'imbarazzo per la mancata manutenzione. E proprio la mancanza di un'adeguata manutenzione sembra anche la causa del collasso che si è verificato alla diga Duca degli Abruzzi. Opere infrastrutturali di questa portata sono costruite per arginare la forza del mare ma vanno ispezionate e rinforzate se mostrano segni di usura. A questo punto appare evidente, dunque, che ci sono state scelte nelle priorità alquanto discutibili: non era meglio puntare con decisione sulle manutenzioni (anche il molo San Vincenzo come il molo Angioino ha manifestato molte deficienze) e chiedere un finanziamento per il Beverello che tra l'altro avrebbe potuto essere finanziato con fondi privati come era previsto prima dell'avvento di Spirito? Certo nessuno poteva immaginare gli effetti della pandemia e la corsia preferenziale che si è venuta a determinare con l'Europa per l'accesso a finanziamenti per opere con progetti pronti per essere cantierabili. 

Ultimo aggiornamento: 16:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA