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Estate 2022 a Napoli, blitz della Guardia costiera in mare: «Troppi pirati, qui tuffi a rischio»

Sabato 2 Luglio 2022 di Gennaro Di Biase
Estate 2022 a Napoli, blitz della Guardia costiera in mare: «Troppi pirati, qui tuffi a rischio»

Come in terra, così in mare. Il rapporto tra Partenope e le regole è sempre critico, che ci si trovi nei vicoli o nelle acque del Golfo: scafi che sfrecciano a pochi passi dal lungomare, incroci pericolosi tra gommoni, moto o gozzi, e tra barche e kayak. Pescatori nelle aree marine protette. Ormeggi abusivi e moli congestionati tra Nisida e Mergellina, in cui tra prua e prua non passa un alito di vento. Decine, centinaia di pranzi a due passi dalle scogliere, specialmente nel weekend. Due tragedie sfiorate solo nell’ultima settimana, con quattro persone illese per il rotto della cuffia. Quest’estate non è, e non sarà facile dal punto di vista della sicurezza. Con la pandemia, le barche in mare (sia a noleggio che di proprietà) sono aumentate, anche a causa della volontà di isolamento e del calo dei viaggi nel periodo delle restrizioni da Covid (la cui ombra si sta oltretutto riallargando). Insomma, chi investe sulle vacanze, negli ultimi due anni, punta di più sulle barche. Se la citta è affollata, il Golfo non è da meno. E, dunque, sono aumentati i rischi. Il Mattino racconta la situazione grazie alla Guardia Costiera che ci ha ospitato su una motovedetta durante uno dei pattugliamenti. 

Si parte alle 10, dal molo Beverello a bordo della motovedetta classe 800. Direzione ovest verso Mergellina, Posillipo e infine Nisida dove si concentra il maggior numero di barche, e dunque di infrazioni combattute dalla Capitaneria di Porto. Le regole sono (sarebbero) queste: una barca non può sostare a meno di 100 metri dalla costa (se c’è una spiaggia) e a meno di 300 metri (se c’è la scogliera). Già a Castel dell’Ovo, però, questa norma sembra contraddetta. Ma non lo è: c’è un campo di allevamento cozze, che permette ai barcaioli la sosta più o meno incondizionata proprio sotto il castello. Di sicuro, però, lo scafo che sfreccia a una ventina di metri dal baffo di Mergellina, sta violando le regole e corre il rischio di incrociare la strada di qualche bagnante. Nello stesso tempo, le norme le sta ignorando anche il gozzo, con tre persone a bordo, fermo a pochi metri da Palazzo Donn’Anna. Gli agenti si avvicinano, chiedono i documenti, fanno allontanare l’imbarcazione. 

Qui le scorribande di scafi, anche a largo, sono all’ordine del minuto. È difficile registrare la velocità delle barche, ma virate e manovre sono più che ravvicinate. Siamo sul filo del rasoio: una piccola distrazione, a queste condizioni, può costare cara. Anche lo Scoglione a Marechiaro è frequentato: ragazzi da Secondigliano, Vomero, centro storico. Un miX spesso esplosivo (come dimostrato dagli accoltellamenti di cui a maggio furono vittime due minorenni). Poco più a ovest, all’altezza della boa gialla dell’area marina protetta della Gaiola, c’è un gommone grigio. A bordo un uomo pesca e non potrebbe. Gli agenti elevano un verbale: 333 euro e un mare di polemiche da parte del pescatore. Spesso - raccontano gli uomini della motovedetta - si incontrano tizi tutt’altro che raccomandabili in mare, comprese babygang che hanno affittato un gommone. Nessuno, al noleggio, li istruisce su cosa fare in acqua, e possono guidare senza patente nautica anche birre alla mano. Un pericolo per tutti. A questo scenario, va aggiunto il caos degli ormeggi. In città manca un porto strutturato e tanti napoletani stanno virando verso il posto barca a Castellammare, sottraendo un importante indotto potenziale alla città. 

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Nisida è una specie di bistrot marino, illecito. Tutti a pranzo, in barca, sotto costa nei weekend. Proprio qui, tra gli abusivismi di Coroglio (ormeggi e servizi da lido fai da te) c’è stata la seconda, recente, tragedia sfiorata nelle acque napoletane: nei giorni scorsi un aliscafo si era scontrato sugli scogli di Mergellina mentre in zona nuotavano due giovani, salvi per un pelo. A Nisida, invece, una barca è stata speronata all’uscita dal porto: «Il mare è più affollato di un’autostrada - commenta Francesco Borrelli, consigliere regionale di Europa Verde - Con la crescita delle barche aumenta il rischio di incidenti. A Nisida si è sfiorata la tragedia venerdì mattina: un gozzo con a bordo marito e moglie è stato investito da una barca più grande. I coniugi si sono salvati solo perché si sono tuffati appena in tempo. Spesso chi noleggia natanti non verifica l’effettiva esistenza della patente nautica e al timone ci sono improbabili e improvvisati o personaggi che guidano in stato di alterazione. Vanno applicate pene severe». 

Ultimo aggiornamento: 3 Luglio, 15:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA