Movida selvaggia al Vomero, è rivolta: «Spaccio, teppismo e musica a palla: noi ostaggio del by night fuorilegge»

Lunedì 4 Dicembre 2017 di Maria Chiara Aulisio
Esasperazione, amarezza e voglia di andar via: è lo stato d'animo di chi vive «carcerato in casa», in via Aniello Falcone, nel salotto buono della città, vittima di una movida fuorilegge e fuori controllo, illegale e aggressiva, violenta e spavalda che non dà tregua mai, nè di giorno e nè di notte: rumori, disordine e caos, spaccio di droga e tanto alcol, parcheggiatori abusivi, baby gang e teppisti pronti a tutto che spadroneggiano indisturbati sotto lo sguardo impotente di centinaia di residenti.

La notte non si dorme - e spesso la musica è talmente invadente che non si riesce neanche a parlare - se l'orologio non segna le tre, talvolta le due se hai la fortuna che la serata non è di quelle «giuste». E non si dorme neanche il lunedì, e nemmeno il martedì e il mercoledì, quando normalmente la movida si concede una fisiologica tregua. Mentre i frequentatori del fine settimana ricaricano le pile pronti a godersi appieno le serate del weekend, a tenere svegli i residenti ci pensano quelli delle feste private: compleanni, anniversari, party pre nozze e occasioni varie da bagnare con una buona dose di alcol e tanta musica. Una sera sì, e l'altra pure, c'è una ricorrenza da festeggiare che si trasforma in nottate spaccatimpani, cori, applausi e tanti auguri a te intonati a squarciagola.
 

Voglia di andar via, dice chi abita lì, e pure tanta: «Peccato che le nostre case ormai non valgono più niente e qui a via Aniello Falcone non ci vuole venire a stare più nessuno». Ha ragione Valeria Stinelli, una dei tanti condomini del civico 344, forse quello che vive la condizione peggiore: due baretti a destra e due a sinistra, casse e amplificatori praticamente dentro casa e auto e moto parcheggiate in tripla fila davanti ai garage dove inutilmente è stato affisso il cartello che indica un «passo carrabile».
 
«La macchina? E chi la prende più, è impensabile, soprattutto le sere dal venerdì alla domenica. Vuol dire che esci e poi in garage non ci entri fino alla mattina dopo». La Stinelli racconta che quando ha voglia di uscire il sabato sera deve farlo per forza in taxi: «Valli a pescare in quel macello i proprietari delle decine di auto e moto e motorini piazzati come se niente fosse davanti al nostro garage. Non li troverai mai. Impossibile. Una sera ci ho provato, ero disperata, mio figlio stava malissimo e dovevo portarlo al Santobono. Ho cercato di tirare fuori l'auto, ho chiesto aiuto a tutti, macché: alla fine mi ha accompagnata una amica altrimenti avrei dovuto chiamare l'ambulanza».

«Carcerati in casa», così dicono di loro gli abitanti di via Aniello Falcone, «abbandonati» e soprattutto «esasperati». Ancora di più ieri mattina quando, dopo aver patito l'ennesima notte in bianco, hanno anche trovato le loro auto semi distrutte: colpi diretti contro le lamiere e i vetri dei parabrezza e dei finestrini laterali, sassi, mattoni e sanpietrini scagliati contro le macchine in sosta. «Devono essere entrati in azione dopo le due - racconta il titolare del bar e tabacchi Funny Sound, all'angolo con calata San Francesco - fino a quell'ora sono stato qui e non c'era nulla. Ho chiuso il bar e sono andato via: la situazione era tranquilla. Sì un'idea me la sono fatta: la movida non c'entra nulla e nemmeno i parcheggiatori. Sarà stata una banda di teppisti che si è divertita a rompere i vetri. Non è la prima volta, purtroppo sta capitando sempre più spesso».

L'avvocato Mauro Boccassini, residente al civico 344 e promotore e presidente del Comitato civico Aniello Falcone che raccoglie circa cinquecento abitanti impegnati in questa guerra contro la movida illegale, davvero non ne può più: «Allo studio ho una catasta di denunce per bucature di ruote e atti vandalici di varia natura, ma mai si era arrivati a un tale livello di teppismo e delinquenza: tra via Kagoshima e via Aniello Falcone l'altra mattina abbiamo contato diciotto auto vandalizzate. Il problema - aggiunge - ha da tempo oltrepassato il mero disturbo da rumore, adesso dobbiamo fare i conti con ben altro».

Boccassini parla di violenza quotidiana, spaccio di droga sotto le finestre delle loro case, sosta selvaggia e parcheggiatori abusivi che la fanno da padroni lavorando indisturbati fino a notte fonda. «Attenzione, ormai non siamo più allo scontro tra residenti e gestori - aggiunge l'avvocato - qui c'è una zona che un tempo era residenziale e adesso si è completamente trasformata: siamo ostaggio di nove bar. Quando vado in questura per affrontare il problema, la questione rumore è residuale».

Pochi metri di strada e nove baretti (anzi dodici ma al momento tre sono chiusi perché in fase di ristrutturazione) che pompano musica a palla dall'aperitivo a notte fonda. Una concentrazione di movida altissima lungo un pezzo di marciapiedi che dal civico 330 di via Aniello Falcone arriva all'incrocio con calata San Francesco: in tutto circa mezzo chilometro di strada, non di più. Ma almeno una soddisfazione i residenti se la sono tolta facendo condannare il titolare di uno di quei discobar per i decibel fuorilegge.

La sentenza è arrivata dopo le innumerevoli denunce di comitati e cittadini esasperati dal vociare continuo e dalla musica sparata ad altissimo volume praticamente fino all'alba. A presentare l'esposto, nel 2013, proprio i residenti del condominio al civico 344. Tra loro anche Monica Russo, residente invece al 330, che non esita a raccontare quando il gestore di uno di quei locali la affrontò sotto casa minacciandola di morte: «Ho subito di tutto. Sì, è vero, mi dissero che me l'avrebbero fatta pagare con la vita se non avessi smesso di dargli fastidio. Naturalmente - aggiunge la Russo - me ne frego e vado avanti per la mia strada in questa guerra contro chi ci sta distruggendo la vita. Via Aniello Falcone ormai è diventata una centrale del malaffare tra spaccio, sosta abusiva e delinquenti. Cominciamo seriamente ad essere tutti ad alto rischio».

 Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre, 10:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA