Maria Licciardi arrestata a Roma: «Bloody Mary» stava fuggendo in Spagna

Domenica 8 Agosto 2021 di Leandro Del Gaudio e Valentino Di Giacomo
Maria Licciardi arrestata a Roma: «Bloody Mary» stava fuggendo in Spagna

Gelida, lucida, dotata di una buona dose di self control. Si è limitata a dire «carabinieri, meno male», mostrandosi disponibile a porgere i polsi e seguire i militari all’esterno dell’aeroporto. Finisce così l’alba romana di Maria Licciardi, “la piccolina” o “bloody Mary” (ma lei si definisce la figlia di un artigiano), settanta anni, ritenuta madrina della camorra di Napoli. Arrestata ieri mattina al termine delle indagini del Ros dei carabinieri agli ordini del comandante Manti, nel corso di una indagine coordinata dal pm anticamorra Giusy Loreto e dallo stesso procuratore di Napoli Giovanni Melillo. È ritenuta a capo della Alleanza di Secondigliano ed è finita in cella per turbativa d’asta aggravata, per essere intervenuta in favore di un suo protetto per consentirgli l’acquisto a basso costo di una casa. Scarcerata dal Riesame, nel 2019, avrebbe continuato a gestire gli affari della cupola veicolando il flusso di denaro sporco in attività̀illecite, distribuendo gli stipendi ai detenuti e agli affiliati.

Ma torniamo alla cattura di Maria Licciardi. Come in altre occasioni, la donna era sempre informata delle mosse degli inquirenti, specie quando si avvicinavano nella sua zona - la Masseria Cardone - esponenti delle forze dell’ordine. C’è un filmato del Ros che racconta la sua fuga preventiva - poche settimane fa - della Licciardi, addirittura in pigiama, per evitare problemi di natura giudiziaria. Possibile che, come in altre occasioni, un sistema di talpe la informava delle mosse segrete degli inquirenti. Chi ha curato la cattura di “bloody Mary” spiega che nelle scorse settimane la donna era riuscita anche a rimuovere dai propri appartamenti e dalle proprie autovetture le microspie che gli investigatori avevano piazzato, una consuetudine per Licciardi bonificare i luoghi più frequentati servendosi di tecnici esperti per rinvenire e distruggere i dispositivi installati dalle forze dell’ordine. Ma dove era diretta Licciardi? Da Roma Ciampino si preparava per volare a Malaga. Si recava dalla figlia Regina, aveva in tasca 6000 euro e un biglietto di sola andata. Difesa dall’avvocato Dario Vannetiello, Lady Licciardi proverà a dimostrare la sua estraneità rispetto alle accuse della Dda di Napoli. Come è andata a Roma, Maria Licciardi? È stata accompagnata da due giovani, con un’auto che non appartiene al parco vetture solitamente attenzionato in quel di Masseria Cardone. Probabilmente era dotata di green pass, non ha battuto ciglio di fronte all’arrivo degli inquirenti: «Carabinieri, meno male…». 

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La donna è indagata per associazione di tipo mafioso, estorsione, ricettazione di somme di denaro di provenienza illecita e turbativa del regolare svolgimento di un’asta giudiziaria, reati aggravati dalle modalità mafiose. Maria Licciardi è la sorella del fondatore del clan, Gennaro, alias «a scigna», deceduto in detenzione nel 1994. Era stata scarcerata nel 2009 dopo circa otto anni di detenzione e, da oltre dieci anni, gli inquirenti ritengono che la donna abbia progressivamente assunto la direzione del clan gestendo le attività illecite attraverso disposizioni impartite, anche durante incontri e summit riservati. Abilissima - secondo le ricostruzioni del Ros - a tenere in vita i rapporti anche con gli altri clan dell’Alleanza di Secondigliano, soprattutto con i Mallardo. É lei che curava le relazioni con affiliati con ruoli apicali e i capizona ai quali erano affidate porzioni dell’area di influenza dell’organizzazione (Masseria Cardone, Don Guanella, Rione Berlingieri e Vasto). Diverse le registrazioni che raccontano i rapporti con i vertici degli altri clan: Contini, “Vanella Grassi, Di Lauri e Polverino. Ma, soprattutto, la donna era continuamente aggiornata delle dinamiche del clan Mallardo di Giugliano. Indagini che partono da lontano, già nel 2019 Licciardi si era resa irreperibile in occasione dell’esecuzione delle misure cautelari spiccate durante l’operazione “Cartagena” della procura di Napoli contro i membri dell’Alleanza di Secondigliano. 

L’arresto di Licciardi è stato salutato con soddisfazione anche dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese anche alla luce di un altra operazione effettuata ieri a Napoli con l’arresto dei presunti autori della sparatoria ai Quartieri Spagnoli nella quale furono coinvolte due persone innocenti. «É un segnale forte dello Stato - ha spiegato la titolare del Viminale - nella lotta alla criminalità organizzata». Lodando «l’impegno e la determinazione della magistratura e delle forze di polizia per contrastare le organizzazioni camorristiche che controllano capillarmente ampi territori e gestiscono affari illeciti anche attraverso una strategia comune».  

Ultimo aggiornamento: 14:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA