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Marina Grande di Sorrento, il divieto non ferma la voglia di tuffi

Martedì 16 Agosto 2022 di Massimiliano D'Esposito
Marina Grande di Sorrento, il divieto non ferma la voglia di tuffi

Spiaggia gremita di bagnanti e non mancano quelli che sfidando il divieto di balneazione si tuffano tranquillamente in acqua. L'arenile di Marina Grande, a Sorrento, è pieno come una qualunque domenica d'agosto, nonostante l'ordinanza del sindaco firmata a seguito dei risultati delle analisi Arpac che hanno evidenziato la presenza di batteri fecali oltre i limiti di legge dopo il nubifragio di martedì. Situazione rilevata anche a Punta San Francesco a Sant'Agnello (altro tratto di litorale della Costiera dove c'è il divieto di fare il bagno), così come alla spiaggia del Purgatorio a Meta e allo specchio di mare tra Santa Maria del Toro e la spiaggia di Seiano a Vico Equense, per i quali l'Arpac si è limitata a «sconsigliare» i tuffi.

Ma a Marina Grande non mancano i temerari che si immergono. E tra essi anche diversi bambini. «Non sapevamo del divieto di balneazione - spiegano Pierpaolo e Lisa, vacanzieri in arrivo da Monaco, anche se lui è originario di Salerno. - e per questo abbiamo fatto il bagno. Solo dopo ci siamo accorti dei cartelli che avvisavano di non entrare in acqua». Non è un caso: di cartelli ce ne sono diversi, ma scritti solo in italiano, mentre i bagnanti in spiaggia sono quasi tutti stranieri. Rosario Pepe, turista milanese con moglie e figlia adolescente, è visibilmente contrariato. «Vede dove sono i cartelli? Distanti l'uno dall'altro. Ma io posso entrare sull'arenile da un punto qualsiasi, come faccio a vederli? Avrebbero dovuto sistemarli lungo la battigia». E insiste: «Dobbiamo preoccuparci per la nostra salute? Ma qui non c'era la Bandiera blu?». Anche i ragazzi della cooperativa che noleggia lettini e ombrelloni sono irritati: Marina Grande è la principale spiaggia libera di Sorrento e con il divieto di balneazione tanti loro potenziali clienti fanno dietro-front e raggiungono un altro dei tanti lidi o arenili liberi della Costiera bagnati da un mare limpido e pulito.

Chi ha un diavolo per capello è il presidente del Consiglio comunale, Luigi Di Prisco. «Se adesso questa situazione è colpa degli acquazzoni, non capisco a maggio e a luglio da cosa fosse provocata visto che non è piovuto per mesi. Nelle scorse settimane - racconta - mi hanno chiamato tanti residenti ed ho potuto constatare l'odore nauseabondo che proveniva dal canale attraverso il quale il rivolo Neffola sfocia lungo la spiaggia di Marina Grande. Allora non può essere tutto legato all'overflow. Sono in attesa di alcuni dati e se confermeranno i miei sospetti avvierò azioni forti per tutelare il borgo e la sua popolazione». Anche il presidente del Wwf Terre del Tirreno, Claudio d'Esposito, nutre dubbi sull'origine del problema. «Il 16 luglio scorso, quando fu emessa analoga ordinanza di divieto di balneazione, non risulta che avesse piovuto a Sorrento».

La città, preoccupata delle implicazioni negative che quanto si sta verificando alla vigilia di Ferragosto può avere sulla propria immagine, cerca quindi di allargare lo sguardo, alla ricerca di malfunzionamenti che vanno oltre il cronico overflow che si verifica quando le abbondanti piogge finiscono nelle condotte fognarie del territorio: queste, per non esplodere, riversano in acqua le quantità di liquido in eccesso attraverso i troppo pieni. Il punto dolente è la commistione, non ancora risolta, tra fogna bianca e nera. Da anni la Gori e le amministrazioni del comprensorio sono impegnate proprio per scindere la pluviale dalle acque di scarico di abitazioni e attività commerciali, ma l'operazione è lungi dall'essere ultimata. E in ogni caso ci sarebbero anche altri problemi nella rete che va ad immettersi verso il depuratore consortile di Punta Gradelle, a Vico Equense. Ora l'attesa è per le controanalisi previste per i primi giorni della prossima settimana, nell'auspicio di potersi mettere l'incubo di Ferragosto alle spalle.

Ultimo aggiornamento: 17:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA