Napoli ricorda Paciolla a un anno dalla morte in Colombia: «Vogliamo la verità, governo s'impegni»

Napoli ricorda Paciolla a un anno dalla morte in Colombia: «Vogliamo la verità, governo s'impegni»
Giovedì 15 Luglio 2021, 19:26 - Ultimo agg. 16 Luglio, 00:10
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Napoli ricorda Mario Paciolla e continua a chiedere la verità sulla sua morte, avvenuta un anno fa in Colombia. Il chiostro del Complesso di San Domenico Maggiore, nel cuore del centro storico di Napoli, è teatro della commemorazione per il 33enne cooperante napoletano, impegnato come osservatore dell'Onu per il rispetto degli Accordi di pace a San Vicente del Caguan in Colombia, trovato impiccato nella sua abitazione il 15 luglio 2020.

«Per noi è fondamentale sapere la verità, sapere quello che è successo», dice la madre di Mario, Anna Motta. «Da cittadini aspettiamo che si conosca al più presto la verità, per mio figlio e per i tanti che hanno rimesso la loro vita per i propri ideali. Come genitori chiediamo giustizia«, aggiunge il padre, Giuseppe Paciolla. Alla commemorazione sono intervenuti il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, fin da subito al fianco della famiglia e che un anno fa ha disposto l'esposizione sulla facciata di Palazzo San Giacomo di uno striscione con la scritta 'Verità per Mario Paciolla' che ancora oggi campeggia sulla sede del Comune, padre Alex Zanotelli, gli avvocati Alessandra Ballerini ed Emanuela Motta che difendono la famiglia di Mario Paciolla, il senatore Gregorio De Falco, il presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana Giuseppe Giulietti e il segretario del Sindacato unitario Giornalisti della Campania Claudio Silvestri, oltre ad amici e conoscenti del cooperante.

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«Bisogna essere sempre ostinati nel ricercare, pretendere e richiedere verità e giustizia su questa vicenda così drammatica che ha colpito un nostro concittadino, impegnato con passione e sete di giustizia per la difesa della terra e contro le diseguaglianze in un territorio difficile». Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. «Noi ci auguriamo - ha aggiunto de Magistris - che il Governo segua con forza, determinazione, diplomazia ed efficacia l'azione di ricerca di verità e giustizia. Napoli ha dimostrato in questo anno, come comunità sensibile e plurale, oltre che noi come Amministrazione, di stare vicino alla famiglia».

«Mi sento vicino ai genitori di Mario Paciolla, vicino alla sua famiglia, vicino ai suoi amici e a tutte le persone che gli hanno voluto bene. Vicino al suo avvocato che mi ha chiesto di mandare ai genitori di Mario questo messaggio con questa esortazione: non lasciateli soli. Non lasciamo sola la famiglia di un uomo che voleva migliorare le cose in una terra lontana, la Colombia, un luogo bellissimo martoriato dalle gang criminali che non lasciano futuro a nessuno». Lo scrive Roberto Saviano, nel messaggio inviato alla commemorazione per Mario Paciolla.

«Oltre ai giornalisti - aggiunge Saviano - l'altra categoria più presa di mira dall'Honduras al Messico alla Colombia sono gli attivisti che lavorano per 'migliorare le cosè in loco perché se migliori le cose, togli potere ai cartelli criminali, a coloro i quali basano il loro potere sul controllo del territorio. E una dinamica che conosciamo per averla vissuta 'a casa nostra', dove la camorra non uccide solo camorristi, dove non uccide solo innocenti con proiettili vaganti. Dove la camorra ha sempre scelto chi uccidere e sempre, sempre, si è trattato di persone impegnate a migliorare il territorio per dare un futuro dove le organizzazioni criminali sistematicamente desertificano tutto». 

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