Mascherine irregolari all'ospedale Maresca di Torre del Greco: inchiesta sulla società di Irene Pivetti

Martedì 30 Giugno 2020 di Dario Sautto

Un’indagine è stata aperta per una partita di mascherine non a norma che sarebbe arrivata anche all’ospedale Maresca. Nel clou dell’emergenza coronavirus, un ordine da circa 80mila euro avrebbe fatto arrivare all’ombra del Vesuvio alcune decine di migliaia di dispositivi di sicurezza importati dalla Only Italia Logistics, società dell’ex presidente della Camera Irene Pivetti, già indagata dalle Procure di Savona, Siracusa, Roma e Imperia. Adesso, anche la Procura di Torre Annunziata su segnalazione della Asl Napoli 3 Sud ha aperto un fascicolo d’inchiesta, al momento contro ignoti, sull’acquisto di un carico di mascherine Ffp2 destinate all’ospedale Maresca di Torre del Greco, uno dei comuni della Campania più colpiti dal Covid-19. 

LEGGI ANCHE Irene Pivetti indagata per riciclaggio: perquisite la casa e le società

Quei dispositivi, è l’ipotesi degli inquirenti, farebbero parte del maxi carico di mascherine che a marzo la Only Italia Logistics ha importato dalla Cina per conto della Protezione Civile, salvo poi scoprire che le certificazioni Inail erano cambiate e che, dunque, non erano ritenute a norma per essere distribuite, commercializzate e utilizzate sul territorio italiano. Nonostante lo stop, però, quelle mascherine erano già finite negli scaffali delle farmacie e in alcune strutture sanitarie, tra cui compare anche l’ospedale Maresca di Torre del Greco. Questo dettaglio è emerso solo in un secondo momento ed è stato immediatamente segnalato dall’Asl alla Procura di Torre Annunziata, da circa un mese guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso, che ha aperto un fascicolo d’inchiesta. 

LEGGI ANCHE Irene Pivetti, Tapiro d'oro per il caso mascherine. Anche Lele Mora attacca: «Persone della Banda della Magliana negli uffici»

Al momento dagli uffici inquirenti c’è il massimo riserbo sulla vicenda e non viene confermata l’iscrizione nel registro degli indagati del nome dell’ex presidente della Camera, con un passato da conduttrice televisiva e, messe da parte le due carriere, diventata imprenditrice molto attiva sul fronte Italia-Cina. Proprio i legami tra la società che la Pivetti amministra e le grandi aziende cinesi aveva permesso la stipula di un vantaggioso contratto tra la Only Italia Logistics e la Protezione Civile per l’import di 10 milioni di mascherine per 23 milioni di euro con il 60% della cifra anticipata dal Governo al momento della firma. Misure straordinarie, varate in piena emergenza, che avevano permesso alla Pivetti di ottenere l’importante commessa, che si è rivelata un pericoloso flop. Diversi sono stati i sequestri effettuati dalla guardia di finanza in tutta Italia. In una farmacia di Savona era arrivato il primo sequestro di mascherine senza certificazione, inidonee e non approvate dall’Inail, al quale erano seguiti quelli successivi. Il più grande era avvenuto a fine maggio a Malpensa, quando i finanzieri avevano trovato 250mila mascherine. Tra i reati ipotizzati dalle varie Procure contro la società della Pivetti ci sono frode in commercio, ricettazione, falso e violazione ai dazi doganali. 

LEGGI ANCHE Irene Pivetti, altre 250mila mascherine sequestrate dalla guardia di finanza

A Torre Annunziata, nel frattempo, sono in corso gli accertamenti per capire se quelle mascherine siano state utilizzate e tramite quali canali siano arrivate all’ospedale di Torre del Greco. Di certo nelle mani degli inquirenti c’è una fattura da 80mila euro che fa riferimento all’azienda di Irene Pivetti per una consegna di mascherine. È certo anche che l’ordine di quei dispositivi di sicurezza non fosse destinato all’ospedale Covid di Boscotrecase, rifornito dalla Regione tramite la Protezione Civile attraverso altri canali. «Quelle sono ottime mascherine – ha precisato nei giorni scorsi la stessa Irene Pivetti – quando sono state vendute da me al distributore non c’era ancora la norma dell’Inail, che ha impiegato oltre venti giorni per dare una risposta». In attesa del responso Inail, però, la stessa Pivetti ha confermato che «le mascherine erano state ampiamente distribuite, spiegando a chi le comprava che si era ancora in attesa della risposta».  Situazione molto simile, sulla quale stanno indagando i finanzieri del Gruppo di Torre Annunziata coordinati sempre dalla Procura oplontina, riguarda un’azienda della Penisola Sorrentina, alla quale è stato eseguito un sequestro di mascherine non a norma. Accertamenti sono in corso anche su altre ditte della zona che, in piena emergenza, hanno avviato l’import di dispositivi dalla Cina, pur occupandosi di altri settori commerciali.

 

Ultimo aggiornamento: 1 Luglio, 10:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA