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Infarto per De Giovanni: al Cardarelli in «condizioni stabili», operazione d'urgenza

Mercoledì 13 Luglio 2022 di Maria Pirro
Infarto per De Giovanni: al Cardarelli in «condizioni stabili», operazione d'urgenza

Il ricovero d'urgenza alle prime luci del giorno, mercoledì 13 luglio. A causa di un infarto che colpisce lo scrittore Maurizio de Giovanni, immediatamente operato. «Stabili le condizioni cliniche ora», è la sintesi del bollettino medico diffuso dal Cardarelli, dove il 64enne resta nella terapia intensiva specialistica. Con le dovute distinzioni, della stessa malattia ha sofferto Pino Daniele, altro volto di Napoli, altro simbolo amatissimo. Entrambi - «'o ssaje comme fa 'o core» - chiamati allo stesso intervento chirurgico. Per il cantante, l'angioplastica fu necessaria più volte e gli salvò la vita, prima della lugubre epifania, nel 2015.

La chirurgia

L’operazione consiste nel “rompere” la placca che determina l’ostruzione nel sistema arterioso, mediante l’introduzione di un catetere in modo da consentire la rivascolarizzazione percutanea, il nome più tecnico della procedura, che va fatta d'urgenza. L’ideale è entro 120 minuti dalla insorgenza dei sintomi, così il trattamento risulta più efficace. Per De Giovanni, il primario del Cardarelli spiega che l'intervento è stato effettuato «immediatamente dopo il ricovero»«con un buon risultato finale». Per questo, esiste una rete dell’infarto che include le strutture sanitarie attrezzate con un reparto specialistico, denominate spoke, mentre i centri hub - come il Cardarelli - sono dotati anche di emodinamica, pronti a eseguire l'angioplastica in qualunque momento, 365 giorni all’anno.

La ripresa

E ora? Il peggio è passato? Dopo l’intervento, può essere richiesto un percorso riabilitativo, ma soprattutto vanno messe in atto tutte le misure necessarie per la cosiddetta "prevenzione secondaria". Quindi, è importante migliorare lo stile di vita: non fumare, niente vita sedentaria. E massima attenzione ai fattori di rischio quali diabete, ipertensione e colesterolo (quello ldl deve essere inferiore a 70mg/dl) che può essere tenuto sotto controllo con farmaci come le statine o inibitori del recettore Pcsk9.

 

In quest'ultimo caso la somministrazione avviene con una puntura sottocutanea ogni 15 giorni. Ovviamente, qualsiasi terapia deve essere prescritta dal cardiologo di riferimento. Ma la dieta, innanzitutto, resta decisiva. Studi scientifici hanno dimostrato, ad esempio, che avere un colesterolo ldl anche inferiore a 50 si associa a una significativa riduzione della mortalità e di nuovi problemi cardiovascolari, senza effetti collaterali.

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Ultimo aggiornamento: 14 Luglio, 11:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA