Assalto con mazze da baseball, 14enne ridotto in fin di vita a Napoli

Domenica 5 Gennaio 2020 di Giuseppe Crimaldi

Rischiare di morire a 14 anni, senza un perché. Sebbene resti ammantata ancora da una coltre di mistero, la vicenda accaduta l’altra notte nel cuore del centro storico di Napoli merita la massima attenzione. E, almeno per quel che si sa al momento, va raccontata.

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Proviamo a ricostruire i fatti. È circa l’una della notte tra sabato e domenica quando ai centralini di polizia e carabinieri giungono due segnalazioni concitate: «Correte in vico Consolazione, fate presto, qui stanno sparando e sta succedendo l’inferno...», questa la sostanza degli allarmi. In brevissimo tempo sul posto giungono le forze dell’ordine, e ci vuol poco a capire che le note erano veritiere: in terra i militari del Radiomobile - che anticipano di una manciata di secondi le Volanti della Questura - trovano un adolescente che perde copiosamente sangue dalla testa. Il ragazzo, nonostante l’evidente stato confusionale, riesce a sillabare poche parole ai soccorritori: «Sono stato aggredito da un altro ragazzo che non conosco, e che impugnava una mazza da baseball...». Poi, mentre viene trasportato d’urgenza all’ospedale Cardarelli, perde i sensi. Si scoprirà solo dopo che la vittima del misterioso agguato ha appena 14 anni, ed è incensurata.

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È una corsa disperata, quella che accompagna il 14enne verso il pronto soccorso del nosocomio collinare. Il ragazzino giunge in ospedale con un trauma cranico ed una emorragia cerebrale che i medici riescono miracolosamente a tamponare. Le sue condizioni sono andate migliorando, ed è stato dichiarato fuori pericolo. Appena possibile sarà ascoltato dagli investigatori, e dovrà cercare di spiegare i molti lati oscuri dell’aggressione subìta.

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Ma torniamo alla scena del crimine. Vico Consolazione - dove il corpo sanguinante del minore è stato rinvenuto - è un budello che si snoda per poche decine di metri alle spalle di via Foria, a pochi passi dal complesso degli Incurabili e dal luogo dove nel dicembre del 2018 fu accoltellato il giovane Arturo. Una zona che, all’orario in cui si è verificata l’aggressione, e soprattutto nelle serate della movida, non resta mai deserta. 
 


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Che cosa è realmente successo in quella stradina? C’è un particolare importante che va considerato nella ricostruzione dei fatti. Chi anonimamente sabato notte ha lanciato l’allarme a 112 e 113 ha riferito anche di spari in strada. La ferita del 14enne non è stata però causata da colpi di pistola: sembra piuttosto compatibile proprio con un’arma impropria, tipo bastone o mazza da baseball. Tuttavia le forze dell’ordine, una volta giunte sul luogo dell’agguato, hanno repertato anche un bossolo di pistola calibro 9x19: arma micidiale, di quelle comunemente in uso ai criminali e ai killer di camorra. Questa circostanza aggiunge mistero al mistero. Quel proiettile è stato esploso in concomitanza dell’aggressione al 14enne? E perché? 

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Come sempre, in questi casi, tra le prime mosse degli investigatori, si è andati alla ricerca di impianti di videosorveglianza che potrebbero avere in qualche modo inquadrato la scena del crimine. Compito non facile, se si considera che sul versante interno di via Foria non ci sono telecamere. Qualcosa, ma qui il condizionale è d’obbligo, potrebbe tuttavia comparire da un impianto privato. Saranno le indagini a dire di più.
E dunque le ipotesi. Il 14enne potrebbe essere finito al centro di una rissa sfociata nel sangue; oppure si sarebbe trovato al centro di un regolamento di conti tra bande giovanili o - peggio ancora - tra giovani delinquenti che impazzano nei vicoli del centro storico.
 

Ultimo aggiornamento: 6 Gennaio, 13:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA