Mergellina, è crollato il molo della vergogna

Mercoledì 7 Ottobre 2020 di Paolo Barbuto

Guarda il molo che sta inesorabilmente crollando e si mangia i gomiti l'imprenditore napoletano che ha già pronto un progetto per il restyling, ma non riesce ad ottenere la concessione per colpa della burocrazia che divora i progetti e rovina le cose. Le foto che vedete in questa pagina testimoniano la definitiva resa di quel pontile che da anni rappresenta la vergogna di Mergellina e che, probabilmente non potrà più essere recuperato.

A scattare le foto e a far partire una richiesta di intervento alla procura della Repubblica è stato il consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Borrelli. Da anni segue gli sviluppi della vicenda di quell'attracco e adesso chiede che, finalmente, qualcuno se ne faccia carico: «Ieri c'è stato il parziale crollo, nel giro di qualche ora tutto quell'ammasso di ferro arrugginito cadrà in mare e quel luogo pericolante resterà senza protezioni. Nonostante l'intervento del Tar i dirigenti della regione Campania investiti del problema dopo che l'autorità Portuale è rimasta ferma per diversi anni non hanno fatto nulla. Per questo motivo abbiamo inviato una nota alla procura della Repubblica per segnalare le condizioni di assurdo degrado in cui versa il molo e per chiedere l'apertura di una inchiesta sui vertici dell'autorità Portuale e di tutti coloro che in questi anni hanno permesso il progressivo degrado e crollo. Sono rimasti indifferenti o immobili creando gravi danni alla collettività e all'immagine di Napoli oltre ad aver impedito l'attività economica e imprenditoriale sull'area».
 

 

Su quella fettina di legno allungata verso il mare da quasi un lustro c'è un progetto di rinascita. Un imprenditore di Mergellina ha chiesto all'autorità portuale, che ne detiene la proprietà, di poterlo avere in concessione in modo da trasformarlo. L'idea è quella di farlo diventare un solarium a picco sul mare con servizi di bar e ristoro annessi, una piccola oasi di relax di fronte al golfo. Ovviamente la richiesta di concessione prevede un ristoro economico commisurato alle possibili entrate dell'attività commerciale. Tutto alla luce del sole, tutto in regola, insomma.

Solo che quando arriva la richiesta di concessione, l'Autorità portuale spiega che bisogna procedere a una gara per l'assegnazione, che il pontile non può essere concesso in forma diretta. Ma quella gara non viene mai indetta, così scatta la richiesta di intervento del Tribunale Amministrativo Regionale.

Il Tar impone all'autorità portuale di far partire le procedure per il bando e, se non lo farà, prevede che se ne occupi un commissario ad Acta che viene individuato nel Responsabile del Demanio Regionale della Regione Campania. Ovviamente il tempo passa, le scadenze arrivano e viene il momento dell'intervento del commissario ad Acta. Però la burocrazia ci mette lo zampino: il tribunale ha investito il responsabile del Demanio Regionale che si ritiene inadatto perché sostiene che avrebbe dovuto essere coinvolto quello del Demanio Marittimo, così la questione rimane in bilico sulle sfumature (nel decreto manca la dicitura marittimo) e nessuno fa nulla.
 


Così arriviamo a ieri. Martoriata dalla salsedine e dai marosi la recinzione di quel pontile pericolante s'è accartocciata, travolto dalle onde ben presto anche il legno dell'attracco Saint Tropez andrà in malora, così il progetto di restyling resterà una chimera e come ultimi padroni di quel luogo verranno ricordati i clan della Torretta che se ne impossessarono quando venne lasciato dalla compagnia Lauro. La magistratura se ne accorse e intervenne decretando il sequestro dell'area che in seguito venne affidata alla gestione dell'Autorità Portuale per la quale quell'affidamento è stato sempre un peso insopportabile, nessuno ha mai saputo cosa farne finché è stato dimenticato.

E a nulla è servito l'interessamento di un imprenditore che avrebbe potuto cambiare il destino di quell'attracco sfortunato, anche di fronte alla possibilità di una svolta per quel peso del quale liberarsi, l'Autorità Portuale è rimasta immobile, così a furia di immobilismo, il pontile è crollato: «Ecco perché ritengo necessario che la Procura si interessi alla vicenda - spiega con enfasi Borrelli - è giusto che ciascuno si faccia carico delle proprie responsabilità di fronte a questo sconcio che da troppi anni deturpa il nostro meraviglioso lungomare».

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