San Gennaro, si rinnova il miracolo. Sepe: Napoli bella ma martoriata

Sabato 4 Maggio 2019
Si è ripetuto il prodigio della liquefazione del sangue di San Gennaro. Lo ha annunciato alle 18.01 il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, ai fedeli accorsi nel Duomo per le celebrazioni in onore del Santo patrono della città. Il «miracolo» di maggio è il primo dei tre miracoli della liquefazione del sangue di San Gennaro attesi ogni anno insieme a quelli del 19 settembre e del 16 dicembre. «San Gennaro ha voluto mostrare ancora una volta che ci vuole bene, vuol bene a Napoli, a tutti noi», ha detto il cardinale Sepe.
 
Napoli è «una città purtroppo tanto bella quanto martoriata», ha detto Sepe parlando del ferimento di una bambina di 4 anni nella sparatoria avvenuta ieri nella zona di piazza Nazionale. «Questi atti delittuosi, criminali che avvengono a ripetizione sembrano quasi voler segnare con la cattiveria un cammino di civiltà che è proprio della nostra città. Questi poveri uomini danno la morte e trovano la morte, perché la loro vita è segnata dalla morte. Poveri uomini che coinvolgono innocenti in nome di una sopraffazione che pensano di avere, di un'occupazione del territorio che pensano di avere. Il sangue innocente grida vendetta al cospetto di Dio. Il Signore perdoni anche tutte le nostre manchevolezze».

Gli uomini della camorra che sparano lungo le strade di Napoli «sono criminali, sono barbari. Non sono uomini degni di tale nome e di vivere in una società civile». Lo ha detto il cardinale Crescenzio Sepe nel corso dell'omelia per il miracolo di San Gennaro. «È una realtà che rattrista, addolora, indigna e non può lasciare impassibili. Non possiamo, non dobbiamo assuefarci agli atti criminali, ai delitti, all'imperversare di questa gentaglia. Dobbiamo liberare il corpo sociale da questo cancro assassino. Sono in gioco la dignità e il futuro di Napoli. Non basta indignarsi, non basta condannare», ha proseguito Sepe avvertendo che «c'è bisogno di ben altro; c'è bisogno che scuola, chiesa, famiglie facciano rete sul piano educativo e formativo, al di là della repressione che spetta allo Stato». 

«Giovani e lavoro è il binomio che da troppo tempo non trova risposte e che interpella la coscienza di tutti perché incide fortemente sullo stato di salute della stessa società, duramente appesantita e minata dalla crisi della famiglia, sulla quale incide pesantemente la mancanza di lavoro e, quindi, di reddito - ha aggiunto il cardinale Sepe - faccio appello alla responsabilità e all'impegno di tutti, perché - ha aggiunto - soltanto la collaborazione e la sinergia possono portare a soluzioni concrete e utili per realizzare il bene comune».

Tra i fedeli presenti oggi per assistere alla rinnovo del prodigio del miracolo di San Gennaro, nella cattedrale di Napoli, c'era anche una delegazione di pellegrini provenienti da Budapest. In prima fila il principe Emanuele Filiberto, che da qualche anno non manca mai all'appuntamento del miracolo. Il cardinale Crescenzio Sepe, all'inizio della cerimonia, ha salutato anche una delegazione della diocesi di Ascoli Piceno, con la quale la diocesi di Napoli è gemellata, il gruppo dei «Devoti di San Gennaro», provenienti dal Comune di Montemesola, provincia di Taranto e la delegazione dell'Ordine del Santissimo Salvatore e di Santa Brigida di Svezia. Ultimo aggiornamento: 20:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA