Miseno e Miliscola senza parcheggi, estate a rischio: è boom di ricorsi contro i sigilli

Martedì 8 Giugno 2021 di Patrizia Capuano
Miseno e Miliscola senza parcheggi, estate a rischio: è boom di ricorsi contro i sigilli

I gestori dei parcheggi non ci stanno e fioccano i ricorsi contro il sequestro delle aree di sosta disposto dalla polizia municipale di Bacoli. I parcheggiatori chiedono l'annullamento delle sanzioni da 5.000 euro elevate lo scorso 8 maggio dal Comune quando furono posti i sigilli a venti parcheggi al servizio degli stabilimenti balneari di Miseno e Miliscola. «A un concessionario il Comune di Bacoli aveva rilasciato la licenza addirittura nel 2000», spiega l'avvocato Giacomo Perreca, difensore degli operatori.

Le aree di sosta sono state realizzate su terreni del Centro Ittico Campano, la società municipalizzata del Comune di Bacoli, in virtù di contratti ormai ultradecennali per attività di tipo commerciale. Il blitz, un mese fa, ad opera della polizia municipale diretta dal comandante Marialba Leone. In seguito alla verifica delle documentazioni, gli agenti avevano accertato una serie di inadempienze. Da qui il sequestro. Altri dieci parcheggi sono poi stati chiusi per iniziativa degli stessi gestori. Inevitabili le ripercussioni sul comparto turistico, con un rilevante calo di presenze nei lidi. La difficoltà, se non la certezza, di non trovare un posto auto ha determinato una diminuzione della clientela, che sceglie altre località. Anche ieri dopo l'ennesimo weekend andato male - spiagge libere e lidi quasi vuoti nonostante la giornata soleggiata. 

I gestori degli stabilimenti lanciano un appello al Comune perchè riapra le aree di sosta e consenta la ripresa delle attività turistico-balneari. L'associazione di categoria Alba Flegrea si è mobilitata per cercare una soluzione e ha incontrato anche la giunta guidata dal sindaco Josi Gerardo Della Ragione. La soluzione tampone ipotizzata è quella di un protocollo che gli operatori dovranno siglare per poter riaprire, ma solo per questa estate. Intento della giunta di concerto con la società Centro Ittico Campano - è infatti di riconvertire queste aree in altre attività. «Proponiamo un protocollo a tutti i parcheggiatori - dice il sindaco Della Ragione - È un elenco di obblighi da seguire per poter aprire le aree di sosta quest'estate e riconvertirle in altre attività dal prossimo autunno». Insomma, il Comune avrebbe tutt'altre idee per quelle aree, vorrebbe eliminare i parcheggi, motivo per cui molti gestori starebbero valutando la possibilità di non aderire al protocollo. 

Nel frattempo, per fronteggiare il traffico e offrire una alternativa ai bagnanti, nei weekend sono state attrezzate quattro aree all'esterno di istituti scolastici tra Fusaro e Cuma, Cappella e Bacoli centro. Spazi in cui la sosta è regolamentata dalle strisce blu con pagamento orario. Per raggiungere le spiagge c'è la navetta (gratuita), con una cadenza di trenta minuti, dalle 8 alle 20. Un servizio che secondo gli operatori balneari non è la soluzione ideale. «I bagnanti preferiscono venire in spiaggia con la loro auto dice una rappresentanza di imprenditori e in pochi lasciano la vettura nelle aree di sosta delle scuole». A margine di via Lido Miliscola ci sono anche delle strisce blu, ma i posti disponibili di fatto non coprono tutte le richieste. Basti pensare che in una giornata estiva sul litorale flegreo arrivano oltre 9.000 autoveicoli. E si teme il caos per i prossimi weekend. «Senza i parcheggi è impossibile ricevere la clientela - lamenta un operatore di Miliscola - Non è possibile continuare in questo modo. I bagnanti disertano i nostri stabilimenti. Abbiamo fatto investimenti per riaprire, dopo l'emergenza Covid si sperava in una ripresa. Invece la chiusura dei parcheggi ha dato il colpo finale alla nostra economia».

La vicenda delle aree di sosta è oggetto di discussione politica. Ieri sera Forza Italia e FdI hanno presentato in consiglio comunale una proposta per la riapertura dei parcheggi, ovvero un protocollo tampone che consenta di salvare la stagione estiva. Un protocollo a cui non tutti intendono aderire in assenza di prospettive visto che il Comune avrebbe comunque intenzione di riconvertire le aree di sosta in altre attività commerciali. 

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