Molo Beverello a Napoli, svolta anti-caos: sarà demolito e ricostruito

Mercoledì 14 Agosto 2019 di Antonino Pane
«Bisogna cercare di governare i flussi nel miglior modo possibile, con la nuova Stazione Marittima i disagi di oggi saranno solo un brutto ricordo». Francesco Messineo, segretario dell'Autorità di Sistema Portuale del mare Tirreno Centrale, guarda al futuro.
 
 

Eppure della nuova Stazione Marittima del Beverello si parla da anni anche con fortissimi contrasti. Gli armatori si offrirono di realizzarla con propri fondi, un'offerta messa definitivamente da parte proprio con l'arrivo dell'Autorità Portuale. Ora, però, si tratta di fronteggiare l'emergenza di questi giorni. «Abbiamo cercato in tutti modi di migliorare la situazione di oggi, ma le strutture sono fatiscenti, gli spazi ridotti, le difficoltà sono strutturali».

 

E allora segretario, quando si potrà avere un molo Beverello accogliente?
«La gara di appalto è stata aggiudicata. Per la fine di settembre ultimeremo le verifiche per i contratti e subito dopo, entro 40 giorni, si potrà impiantare il cantiere».

Senza intoppi, quando saranno ultimati i lavori?
«I tempi di esecuzione sono perentori. In un anno e mezzo la nuova stazione marittima dovrà essere pronta. Questo significa che dobbiamo fronteggiare solo l'estate del 2020 con strutture provvisorie. Per quella del 2021 la nuova stazione marittima sarà operativa».
I fondi necessari sono già disponibili?
«Certamente. L'importo contrattuale dei lavori, al netto del ribasso del 21,69% offerto dall'impresa, è di 13.150.139 euro. Riusciamo a coprire questo importo con fondi disponibili».
Poi ci saranno le opere a mare.
«Abbiamo già avviato le procedure per le indagini geognostiche e ambientali. Studi e rilievi che sono propedeutici alla progettazione definitiva dell'adeguamento tecnico e funzionale per la realizzazione dei pontili di ormeggio. Su questo fronte l'Adsp del Mare Tirreno Centrale spenderà circa 241mila euro per le indagini e circa 7 milioni per realizzare le opere».
Gli armatori ritengono fondamentali proprio i lavori a mare.
«Saranno realizzate palificate con pontili in modo da rendere più sicure e veloci le operazioni di attracco e di carico/scarico passeggeri. Il resto lo faranno gli ambienti accoglienti e funzionali della stazione marittima».
Il modello è quello dei porti del Nord Europa?
«Esattamente. Attracchi sicuri e veloci sostenuti dai pali in modo da evitare manovre che spesso diventano pericolose in caso di vento forte».
E per l'estate 2020 c'è già un piano per far funzionare i servizi nonostante il cantiere?
«Tutta l'attività delle biglietterie si sposterà verso Levante, vero l'area del molo Angioino in modo da utilizzare la parte frontale dell'imbarco come cantiere. Non bisogna dimenticare che c'è da demolire le attuali strutture fatiscenti e costruire la nuova stazione».
Gli armatori sono preoccupati per la funzionalità delle strutture provvisorie e per gli spazi.
«Ci sono state varie riunioni con i progettisti per cercare di trovare le soluzioni più funzionali. È evidente che sarà necessaria la massima collaborazione da parte di tutti. Andiamo a migliorare, ma ci vogliono i tempi tecnici necessari».
Già, i tempi. Intanto una quarantina di senatori 5Stelle hanno chiesto al ministro dell'Ambiente, con una interrogazione, una verifica sulle procedure seguite.
«Io sono un tecnico e rispondo da tecnico. La legge impone procedure diverse quando si tratta di cambi di destinazione. La nuova stazione marittima risponde esattamente ai requisiti ai quali è da sempre destinata quell'area. Questo significa che non è necessaria nessuna valutazione di impatto ambientale. Inoltre, in sede di progettazione, sono stati ampiamente discussi e valutati i benefici che ne deriveranno, non solo all'utenza ma a tutta la città».
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