«Monte di Pietà a Napoli, la vendita è nelle mani della Regione»

Domenica 28 Marzo 2021 di Maria Pirro
«Monte di Pietà a Napoli, la vendita è nelle mani della Regione»

«Abbiamo chiesto di effettuare un sopralluogo nel Monte di Pietà: seguiamo la vicenda con grande attenzione per valutare se esercitare la prelazione». Lo afferma Bruno Discepolo, architetto e assessore regionale all'urbanistica.


A che punto è la compravendita?
«Il bene appartiene a Banca Intesa Sanpaolo, che ha deciso di alienarlo già da alcuni anni e con l'ultima asta ha individuato un possibile acquirente. Ma, dato che si tratta di un immobile tutelato, ci sono sessanta giorni per esercitare la prelazione».


Quando scattano i sessanta giorni?
«Non dovrebbero essere ancora iniziati, perché partono in coincidenza con il primo atto che si fa dal notaio. E quella data deve essere resa pubblica».


Ma la Regione è già in contatto con Banca Intesa.
«Un mese fa siamo stati allertati sulla vicenda, che è all'attenzione del presidente Vincenzo de Luca».


Se ne occupa direttamente il governatore?
«Il presidente ha aperto un dossier e chiesto di prendere contatti: dal suo ufficio di gabinetto è così partita una richiesta per avere ulteriori elementi dalla divisione commerciale della banca e per poter effettuare un sopralluogo nell'immobile. De Luca vuole avere più informazioni, e sensibile su questi temi».


Chi vi ha allertato?
«La sovrintendenza archivistica e bibliografica di Napoli».


Come mai?
«Ha una attenzione particolare sull'edificio che è legato alla storia di tutta documentazione su quello che è stato il Banco dei pegni. Il palazzo potrebbe ospitare lo stesso archivio: tra le varie opzioni, questa soluzione consentirebbe di preservare e condividere la memoria del luogo».


Ha sentito anche il sovrintendente per l' Archeologia, belle arti e paesaggio, Luigi La Rocca?
«Contiamo di farlo per uno scambio di valutazioni».


Quali?
«Vanno fatte una serie di valutazioni tecniche e finanziarie, di fattibilità sull'operazione di acquisizione».


Quali i prossimi passaggi?
«Una volta perfezionata la procedura di vendita da parte dell'istituto bancario, si può esercitare la prelazione. Nel frattempo, ci attrezziamo per una possibile discesa in campo».


Si parla di cifre che oscillano tra i 3 e i 6 milioni.
«C'è riserbo sulla trattativa. Considerato il volume, queste cifre non sono fuori mercato. L'acquisto può essere congruo».


È, dunque, contrario alla gestione dei privati?
«Non sono mai su posizioni estreme: il trasferimento a un privato di bene da tutelare può far parte della dinamica di trasformazione della città. Ma, in questo caso, si tratta di un pezzo di storia di Napoli. Il Monte di Pietà ha avuto un ruolo nell'economia e nella società partenopea: è un luogo simbolico anche per la sua collocazione, sul Decumano inferiore. Tutto ciò fa assumere all'edificio un significato che non può essere trascurato».


Che ne pensa dei progetti del wedding planner di fama internazionale, Enzo Miccio?
«Ribadisco: non appartengo a coloro che si scandalizzano se un immobile di pregio va nelle mani dei privati e imprenditori puntano a trasformare le destinazioni d'uso. È evidente che non si può immaginare che ogni palazzo antico diventi museo di se stesso. Ma, in questo caso, si tratta di sottrarre a una funzione pubblica e più consona un palazzo con oltre cinque secoli di storia: deve prevalere l'attenzione delle istituzioni nel garantire continuità anche nel futuro».


A che punto sono gli altri progetti nel centro storico?
«Procede il programma Unesco, finanziato anche dalla Regione e portato avanti dall'amministrazione comunale non senza difficoltà. Con ritardo, si sta andando avanti. Nei prossimi giorni è prevista con il Comune l'inaugurazione di San Pietro martire restaurato. Manca poco per completare il restyling di piazza Mercato».


Altri progetti?
«Realizzare a Palazzo Penne la Casa dell'architettura. Il cantiere è finanziato con 10 milioni dal ministero, più 3 integrati dalla Regione».


Quando i lavori?
«Contiamo di riuscire a chiudere le procedure per l'affidamento dell'appalto entro fine anno in modo che possano iniziare i lavori nel 2022».


E poi?
«In occasione della prossima visita del maestro Riccardo Muti, vogliamo illustrare il progetto per il restauro del conservatorio di San Pietro a Majella. La spesa è di oltre 6 milioni».

Ultimo aggiornamento: 30 Marzo, 09:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA