Mostra d'Oltremare, debiti al top:
c'è il pressing delle banche

Lunedì 16 Luglio 2018 di Fulvio Scarlata
Unicredit ha chiesto alla Mostra d'Oltremare il rientro di quasi dieci milioni di debito. Per la terza volta. E così vacilla paurosamente anche questa società controllata al 60% dal Comune di Napoli (il restante 30% è della Regione che non ha voce nella gestione della società), sotto il peso di 32 milioni complessivi di esposizione con le banche. Pagando per una gestione che rivela qualche criticità. La società per azioni Mostra è in difficoltà da tempo con perdite da almeno 1,5 milioni ogni anno, dato che dovrebbe essere confermato anche per il 2017, ma il bilancio non è stato ancora approvato. Solo nel 2016 il bilancio è andato in pareggio anche se, stranamente, il debito con le banche è salito da 26 a 28 milioni.

In passato si cercava di superare la difficoltà di mettere in equilibrio economico la società che gestisce un bene monumentale e uno dei più importanti poli fieristici del Mezzogiorno con una politica che prevedeva di recuperare gli edifici dell'area e poi farli fruttare. Per esempio, risanato l'albergo Canino era stata indetta una gara europea per la gestione che oggi garantisce introiti per 470mila euro l'anno.

Con l'arrivo nel 2015 di Peppe Oliviero e Donatella Chiodo, consigliere delegato e presidente della Mostra, la filosofia cambia. E per dare in gestione un altro grande spazio, l'Arena Flegrea, invece di bandire una gara di concessione europea, si è pubblicato un semplice avviso di affitto con un «canone di locazione di 35mila euro l'anno», con tanto di obblighi per il «locatore» come per un ufficio qualsiasi. Sono arrivate così solo due offerte: di Francesco Floro Flores e di Aurelio De Laurentiis. Il secondo si è ritirato, così l'imprenditore che prima si occupava di bigliettazione ha vinto l'affitto dell'Arena per 12 anni: 50mila euro l'anno per i 5500 posti e il foyer coperto da tremila metri quadrati. Per avere un'idea del ritorno economico che dà la struttura: il concerto di Sting e Shaggy del 30 luglio, con biglietti da 90 a 120 euro, fa prevedere incassi da 550mila euro.

Suscita qualche perplessità che Floro Flores abbia scelto come direttore generale Claudio de Magistris, bravissimo nel programmare concerti di valore internazionale, meglio noto, tuttavia, come il fratello del sindaco. La famiglia de Magistris è presente alla Mostra d'Oltremare anche con il cugino del sindaco, Peppe Russo, stimatissimo avvocato, consigliere legale della società. E anche Dema, ma come partito, è legato alla Mostra, con la carriera fulminante di Pio Perfetto. Il caso si lega alla vicenda di due architetti che per venti anni hanno restaurato gli edifici della Mostra, dalla fontana dell'Esedra al centro congressi, dall'albergo Canino alla piscina, fino al Grande Progetto per il quale si sono persi i finanziamenti europei. In autunno Paolo Stabile, uno dei due architetti, finisce nell'inchiesta La Regina. La sua posizione penale è ancora da chiarire anche se la parte delle indagini sulla Mostra, che avevano portato all'arresto dell'ex presidente Andrea Rea, è stata archiviata dagli stessi pm.

 

I LICENZIAMENTI
Stabile è stato sospeso. Poi a marzo scorso licenziato con l'altro architetto, mai coinvolta nell'inchiesta, con una motivazione che fa impallidire la legge Fornero: Rivelazione all'esterno di segreti d'ufficio. Al posto di Stabile, che era il responsabile dell'ufficio tecnico, arriva Pio Perfetto che per 15 anni ha svolto un ruolo nel settore commerciale, vendendo per esempio gli spazi per la Fiera della Casa, e che, guarda caso, si è candidato con DeMa alle elezioni comunali di Sant'Antimo nel 2017.
La non eccessiva esperienza di Perfetto è testimoniata anche dal fatto che il progetto per le casette delle Universiadi nella Mostra è stato affidato all'esterno, senza una gara al ribasso ma spacchettando l'intervento da 160mila euro in tre sezioni in modo da procedere con l'affidamento diretto a Fulvio Capuano e Massimo Iovino, con il coordinamento di Liberato Iannucci.
Nonostante il deficit, però, la Mostra si prepara ad assumere altri tre professionisti. Con una particolarità: a firmare il bando è Gennaro Esposito, che è anche il responsabile dell'ufficio anticorruzione. Insomma, Esposito dovrebbe garantire la regolarità dell'atto che lui stesso firma. Intanto è arrivata l'udienza per il licenziamento di Stabile. La linea della Mostra è riconoscere il danno pagando 24 mesi di stipendio, ma senza reintegro. Se si adotta la stessa strategia anche per l'altro architetto, significa almeno altri 200mila euro che vanno a gravare sul debito. Forse, alla luce di ciò, è più chiaro perché Vincenzo De Luca era furibondo quando si è ipotizzato di insediare il villaggio delle Universiadi alla Mostra: non solo per i duemila prefabbricati nell'area vincolata, quanto per dover affidare un investimento da 70 milioni a questo tipo di gestione con il rischio di far saltare le Universiadi del tutto.
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