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Motorizzazione di Napoli, mancano gli addetti: evaso solo il 35% delle richieste di patenti

Martedì 11 Gennaio 2022 di Davide Cerbone
Motorizzazione di Napoli, mancano gli addetti: evaso solo il 35% delle richieste di patenti

Il grido d’allarme lo trovi tra le pagine della relazione annuale inviata un mese fa alla direzione generale della Motorizzazione civile. Nella provincia di Napoli, la terza d’Italia per dimensioni, con un bacino di utenza che ricomprende 94 Comuni e oltre tre milioni di abitanti, la Motorizzazione civile riesce a soddisfare appena il 35% di richieste di patenti.

Il motivo lo spiega l’ingegner Domenico Restivo, dirigente della Motorizzazione civile di Napoli: «Abbiamo solo 76 dipendenti, per lavorare bene ne servirebbero altri 30». Considerando che a Napoli e provincia vengono rilasciate ogni anno circa 60mila patenti di guida tra A e B (circa 100mila in Campania), il calcolo è facile: ad oggi, su ciascun lavoratore grava un carico di quasi 800 aspiranti patentati l’anno.

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In attesa dei sospirati rinforzi, nel malandato edificio di via Argine sono arrivati inquilini assai sgraditi: i topi.

«È una struttura vecchia con problemi igienici, dove la presenza dei roditori non è trascurabile. Ci siamo affidati a ditte specializzate per la derattizzazione, ma servirebbe un intervento più radicale», spiega Restivo. E continua: «La Motorizzazione di Napoli deve servire un territorio, quello della Città metropolitana di Napoli, che ha un primato di densità di popolazione – fa notare Restivo -. Questo viene visto come un posto dove si conseguono esclusivamente le patenti e si fanno le revisioni, ma ci occupiamo di tante altre cose, tra le quali il rilascio delle licenze di autotrasporto e delle patenti superiori C, D e E per attività professionale. E ancora, c’è il personale all’accettazione, dobbiamo lavorare pratiche e istanze. Quanto agli esami, a Napoli abbiamo otto sale nelle quali il personale è impegnato quotidianamente per l’intera mattinata e ogni giorno si processano dai 300 ai 400 quiz di teoria. Per poter erogare questi servizi, è necessaria una dotazione di personale ben diversa da quella attuale, che per la realtà nella quale operiamo è veramente esigua. Inoltre, gli esami finali di guida si svolgono quasi esclusivamente presso le circa 500 autoscuole distribuite sul territorio provinciale. Gestire tutto è davvero difficile», sospira Restivo, che racconta le conseguenze di questo affanno.

«Lavorare con questa pressione produce tensione nei dipendenti, che finiscono per lavorare male. Da gennaio dello scorso anno, quando sono arrivato a Napoli, siamo riusciti miracolosamente ad azzerare un arretrato pazzesco per la nautica, quasi 1000 richieste di patenti inevase. Lo abbiamo fatto sacrificando i dipendenti, costretti ad andare in ferie ad agosto per poter garantire due sedute anche al sabato. Ma non si può andare avanti così. L’altra faccia della medaglia – prosegue il dirigente – è il nervosismo dell’utenza. Riusciamo a soddisfare il 30-35 per cento delle domande di esame, e l’attesa media per un esame di patente B arriva a 3 o 4 mesi».

Come se non bastasse, su un organico già ridotto all’osso grava la prospettiva di un ulteriore ridimensionamento.

«Quest’anno alcuni dipendenti andranno in pensione e quattro esaminatori che vengono dall’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi e dipendono dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità passeranno ad un’agenzia che si chiama Ansfisa. Così passeremo dai 76 dipendenti attuali a 72», anticipa Pietro Risiti, presidente provinciale di Confarca, la confederazione che rappresenta autoscuole e consulenti del settore. «Non si fanno assunzioni da più di trent’anni, intanto l’età media avanza. Se finora si è evitato il collasso, è stato grazie ai 15 operatori che da maggio sono stati messi a disposizione dall’ufficio Opere pubbliche di Napoli del Ministero, grazie alla sensibilità del coordinatore Igino Russo e della sua vice, Patrizia Mauriello», aggiunge.

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Sulla scorta di queste premesse, l’appello del dirigente della Motorizzazione di Napoli è accorato: «Per lavorare serenamente servirebbero almeno 30 nuovi innesti a vari livelli, io ne ho richiesti una ventina, il minimo indispensabile, ma ne abbiamo bisogno presto. Cerchiamo di assumere al di là di dei concorsi, che prevedono tempi molto dilatati. Spero che il nostro dicastero trovi una risposta nel Pnrr».

In questo mare di precarietà, l’unica buona notizia arriva dalla Città metropolitana. Ma è appesa a un punto interrogativo anche quella. Gli attesi esami di abilitazione per insegnanti e istruttori di scuola guida si faranno da febbraio, Covid permettendo. L’ente di piazza Matteotti, infatti, ha pubblicato sul proprio Albo pretorio il relativo avviso, scaduto Il 17 dicembre, il sindaco metropolitano Manfredi ha nominato la commissione d’esame e la direzione competente - con buona pace di una riorganizzazione che ha messo in difficoltà la macchina amministrativa - ha predisposto tutto il necessario per lo svolgimento delle prove. Il calendario, tuttavia, potrebbe essere condizionato dallo sviluppo della pandemia.

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