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Movida a Napoli, 16enne accoltellato per una sigaretta negata finisce in ospedale a Ponticelli

Lunedì 23 Maggio 2022 di Giuseppe Crimaldi e Aniello Sammarco
Movida a Napoli, 16enne accoltellato per una sigaretta negata finisce in ospedale a Ponticelli

Ennesimo episodio di violenza durante la movida domenicale. Ieri sera a Ponticelli un ragazzo di 16 anni, originario di Casalnuovo, è stato accoltellato a un fianco in seguito a una lite scoppiata con alcuni coetanei. A quanto si è appreso, sembra che all'origine del litigio ci sia stato il diniego, da parte della vittima, di offrire una sigaretta ad alcuni ragazzi incontrati casualmente. Il ragazzo è stato soccorso ed è ora ricoverato a Villa Betania: a detta dei medici le condizioni non sono gravi. Sull'episodio, in ogni caso, sono in corso indagini.

Intanto ieri Giovanni Guarino avrebbe compiuto 19 anni. Un giorno da festeggiare con parenti e amici. Le stesse persone che nel pomeriggio hanno gremito piazza Santa Croce, a Torre del Greco, per ricordare quel giovane pieno di vita a cui la vita è stata sottratta in un modo inaccettabile. Un corteo, (nella foto) una fiaccolata hanno celebrato il compleanno del ragazzo ucciso a coltellate al culmine di una lite per futili motivi la sera del 10 aprile, a ridosso di un lunapark del quartiere Leopardi. I partecipanti, almeno 400 persone stando alle stime della polizia, si sono radunati attorno alle 18.30 nei pressi della basilica. Sul sagrato uno striscione con la foto del ragazzo e la scritta: Giustizia per Giovanni. Quella giustizia che hanno chiesto il padre e la madre del 19enne, Antonio Guarino e Marianna Cozzolino, salutati da una delegazione dell'associazione Polis, che raduna i genitori che hanno perso i figli a causa di soggetti violenti: «Vogliamo solo giustizia - dice la mamma di Guarino - Ho visto mio figlio la domenica sera uscire di casa e dopo un quarto d'ora era morto. Può accadere a chiunque ma non deve succedere». «Era un ragazzo che si alzava alle 5 per lavorare - ricorda il papà - e anche di domenica vendeva le fragole per arrotondare. L'unico svago era trascorrere la domenica pomeriggio con gli amici». 

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A organizzare il corteo, che ha attraversato le strade del centro prima di concludersi sempre a Santa Croce, l'associazione Marittimi per il futuro, con in prima linea il presidente Vincenzo Accardo: «Come ci è già capitato in passato con la famiglia di Marianna Mennella, uccisa per mano dell'ex marito, e per le vittime del ponte Morandi, abbiamo voluto ricordare un altro figlio di questa città troppo precocemente e violentemente volato al cielo». Lungo via Noto i partecipanti alla fiaccolata hanno gridato la richiesta di giustizia, a via Roma hanno rivolto il loro augurio a Giovanni: «Servono pene severe - prosegue Accardo - chi scende di casa con un coltello deve essere considerato alla stregua di chi gira con la pistola». Presenti anche le istituzioni: il sindaco Giovanni Palomba è rimasto nella pancia del corteo, accompagnato dal presidente del consiglio comunale Gaetano Frulio e dall'assessore Giuseppe Speranza: «Vedere tanti ragazzi - afferma il primo cittadino - fa capire quanto questa ferita sia ancora sanguinante. È un monito per comprendere che non è con la violenza che si possono risolvere le cose». Per l'amministrazione comunale di Ercolano è intervenuto il consigliere Nello Iacomino: «Tragedie del genere non hanno confini. Sono episodi che sconvolgono ognuno di noi, specie chi ha figli giovani: abbiamo voluto dimostrare vicinanza alla comunità torrese». A fine manifestazione momento di preghiera con il parroco don Giosuè Lombardo: «Abbiamo ancora una volta voluto ricordare le parole contenute nel messaggio inviato dall'arcivescovo Battaglia, che auspica che la giustizia, che ogni uomo giusto deve invocare, non sia intesa come vendetta, e che da questa terribile vicenda venga fuori quanto sia importante il valore della vita. Questo è il modo più bello per ricordare Giovanni». 

Ultimo aggiornamento: 24 Maggio, 18:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA