Multe pazze a Napoli, linea dura. I tartassati di Forcella: «Blitz a San Gennaro»

Martedì 15 Settembre 2020 di Paolo Barbuto

La protesta contro le multe pazze del Centro Storico arriva a una svolta, il gruppo dei 1.300 tartassati si smembra in tre differenti rivoli, quello più agguerrito fa capo a Forcella ed è capitanato da Maurizio che spiega il percorso che intende seguire: «Nel giorno della festa di San Gennaro ci presenteremo al Duomo con le centinaia di multe che abbiamo ricevuto: quando arriverà il sindaco per assistere al prodigio dello scioglimento del sangue gliele consegneremo, e se non intende prenderle gliele lanceremo». Sagrato del Duomo, lunedì mattina, c'è l'appuntamento per il primo confronto con i legali. Il tam tam è partito dalla pagina Facebook ma durante l'incontro il fronte della protesta si smembra in tre differenti rivoli, quello di Forcella di cui vi abbiamo appena detto, quello tenace raggruppato attorno alla pagina Facebook contestazione multe centro storico e quello che si aggrega attorno ai commercianti e alle associazioni di difesa dei consumatori.

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LA STRATEGIA
Se il gruppo di Forcella (che si annuncia piccolo anche se molto agguerrito) opterà per il confronto duro, gli altri si mettono nelle mani degli avvocati che si sono messi a disposizione della protesta. Per adesso si punta alla soluzione più rapida e immediata, quella della contestazione verbale per verbale, l'avvocato che ha risposto alla chiamata del gruppo Facebook chiede che nei prossimi giorni ciascuno si presenti con un documento e con le multe fino ad ora ricevute; cerca un punto d'appoggio per le operazioni che si svolgeranno nei prossimi giorni, lo ottiene dal fotografo Franco Morisieri presidente dell'associazione commercianti di via Duomo e candidato alle prossime regionali. La presenza di Morisieri viene vista con disagio da parte di chi voleva che la protesta fosse lontana dalla politica, anche la presenza del presidente municipale Francesco Chirico da qualcuno viene vista con sospetto perché anche lui è candidato. Il gruppo compatto si sfalda, i tartassati dalle contravvenzioni cercano qualcuno che indichi loro la strada per uscire dall'incubo ma tutt'intorno c'è aria di tensione. Le forze dell'ordine si trovano di fronte a un raduno imprevisto e si chiedono cosa fare, chiamano rinforzi per un controllo non invadente perché capiscono che le intenzioni non sono belligeranti ma hanno il dovere di stare in allerta.

IL FUTURO
Nel frattempo la spaccatura del fronte di protesta si sostanzia con una decisione improvvisa ma irrevocabile: il gruppo Facebook che ha raggruppato i tartassati verrà chiuso. Resterà in vita solo qualche giorno per consentire la diffusione delle notizie sulle modalità di avvicinamento al sostegno legale, poi verrà chiuso: troppe pressioni, troppi inserimenti non voluti, poca voglia di condividere e tanta smania di impossessarsi della protesta, si dicono affranti quelli che l'hanno inventata. Nel frattempo le persone si sentono in balìa degli eventi. I residenti chiedono se è vero che il Comune cancellerà i verbali non ancora spediti e cercano soluzioni per la cancellazione di quelli già notificati, i non residenti si interrogano sul futuro e su quel che succederà a chi ha ricevuto decine di contravvenzioni. Giovanni fa il cuoco in un ristorante del Centro Storico e mostra con un sorriso amaro le prime sei multe che ha ricevuto «ma ne arriveranno almeno altre cinquanta, una per ogni giorno d'estate in cui sono venuto al lavoro pensando di poter passare con la mia auto». Giovanni è uno dei tanti, tutti col mucchietto di multe in mano, tutti con lo sguardo un po' sperduto: «Ma alla fine queste saremo costretti a pagarle, vero?».

Ultimo aggiornamento: 13:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA