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Castellammare: il pronto soccorso chiude per Covid, 49enne muore d'infarto in sala d'attesa. Aperta un'inchiesta

Giovedì 22 Settembre 2022 di Fiorangela d'Amora
Castellammare: il pronto soccorso chiude per Covid, 49enne muore d'infarto in sala d'attesa. Aperta un'inchiesta

Arriva con un forte dolore al petto in pronto soccorso, muore d’infarto nella sala d’aspetto dell’ospedale San Leonardo di Castellammare. Sull’improvvisa morte di Mario Buono, 49enne stabiese, è stata aperta un’inchiesta, dopo la denuncia dei familiari per omissione di soccorso e ritardi contro chi avrebbe dovuto curarlo e non l’ha fatto. Secondo il racconto di chi era assieme al paziente sofferente in quelle ore, in ospedale non è stato fatto il possibile per salvare la giovane vita.

Mario Buono avrebbe compiuto 50 anni il prossimo dicembre, non aveva malattie pregresse. La famiglia vuole vederci chiaro e valutare le responsabilità del personale quella sera in servizio al pronto soccorso, colpevole di non aver osservato con attenzione la gravità del caso, lasciando l’uomo che lamentava dolori su una sedia all’esterno del reparto. Tutto si svolge in pochi minuti, meno di dieci. La tragedia si è consumata martedì 20 settembre. Dal popoloso rione del Cmi, Mario Buono decide di farsi accompagnare in pronto soccorso. Avverte delle fitte al torace, sempre più forti, che gli impediscono di respirare. I familiari capiscono che potrebbe essere qualcosa di serio e di corsa raggiungono l’ospedale che si dista a circa tre chilometri dal quartiere dove vivono.

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Al pronto soccorso Buono viene registrato all’accettazione alle 21,50: «il paziente lamenta dolore al petto» scrivono gli infermieri. Ma proprio in quei minuti nelle sale del pronto soccorso una paziente risulta positiva al Covid. Il reparto viene chiuso per la sanificazione. Sono quelli i minuti cruciali per il 49enne costretto ad attendere in sala d’attesa che le operazioni vengano concluse. A nulla servono le rimostranze del paziente e dei familiari, il caso di Covid aveva congelato qualsiasi procedura. Purtroppo, la situazione precipita. Il dolore diventa lacerante e Buono sviene, colpito presumibilmente da attacco cardiaco. Secondo la famiglia, che il giorno dopo ha presentato una denuncia ai carabinieri, c’è stata negligenza da parte dei medici e ritardi nei soccorsi, arrivati solo dopo che l’infarto fosse esploso. I militari agli ordini del Capitano Carlo Venturini hanno sequestrato la cartella clinica e avviato le indagini, il pm dovrebbe decidere per l’autopsia. Intanto la salma si trova nell’obitorio dell’ospedale.

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«L’azienda farà tutte le indagini possibili per chiarire l’esatta dinamica - spiegano dalla Asl -. Siamo dispiaciuti per la morte del paziente e faremo anche noi i nostri accertamenti». La dinamica secondo i responsabili del Pronto Soccorso sarebbe pressappoco la stessa ricostruita dai familiari nella denuncia. Cambierebbero i tempi. «Quando l’uomo è arrivato in pronto soccorso era in corso una procedura Covid - spiega l’Asl - e al paziente è stato detto dal personale infermieristico di aspettare dieci minuti. Prima del tempo di attesa preventivato, il personale sanitario è uscito in sala d’attesa per chiamare l’uomo che purtroppo era già in arresto cardiaco. I medici hanno provato a rianimare il 49enne eseguendo tutte le manovre salvavita. È una tragedia che ci tocca profondamente».

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Sui tempi di attesa e su quanto si sarebbe potuto fare per salvare la vita di Mario Buono sarà il giudice del Tribunale di Torre Annunziata a stabilirlo. Si attende ora la data dell’autopsia. Intanto nel suo quartiere è il tempo del dolore e dell’attesa per i funerali. Amici e parenti ricordano l’uomo ben voluto da tanti, sempre disponibile e cordiale. «Non avrei mai voluto avere questa notizia. Ho il cuore a pezzi, tu il mio amico, peggio di un fratello, sempre a darmi consigli. Come faccio a pensare che non ci sei più», queste le parole di addio di un amico che lo ricorda su Facebook. Dal malore al decesso, tutto in pochi minuti. Uno choc per la famiglia e per la comunità del rione dei Cantieri Metallurgici (Cmi) dove ognuno si conosce come una grande famiglia, unita in queste ore nel momento del lutto e della sofferenza.
 

Ultimo aggiornamento: 23 Settembre, 17:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA