Myriam, dal concerto sul balcone a Muti: «Ho la musica nel sangue»

Lunedì 13 Luglio 2020 di Maria Pirro
Con la musica ha vissuto il lockdown nel segno della luce. Ha improvvisato Bella ciao al balcone, il 25 aprile. A San Gregorio Armeno, sullo sfondo un tricolore mosso dal vento, foglioline verde sulla ringhiera e mollette ma senza panni stesi. E, il 5 luglio, con la raffinatezza della sua magrezza in lungo nero, Myriam Traverso, violista napoletana, è precipitata in un sogno. Accanto al maestro Riccardo Muti, il concerto d'esordio con l'orchestra Luigi Cherubini.
Suoni e fatica sembrano raccolti negli occhi punteggiati di macchioline dorate, il sorriso oltre la mascherina azzurra diffonde una luce calda e terrena. Suoni come il frutto che è ricordo e stagione, fatica di tempo e di progetti. Le mani sfiorano le corde più dure e dolcissime nell'estate dell'emergenza Coronavirus. Ed è sempre festa, d'estate, in una certa fase della vita: per dirla con Cesare Pavese, tutto è così bello, e certe notti lo è di più. Per la 19enne, già una laureata con lode al conservatorio San Pietro a Majella, è stata la prima volta a Paestum, tra i templi e la musica, nella più giovane orchestra su ciò che c'è di più antico. Con il direttore tanto amato dai musicisti e dal pubblico, su un podio idealmente unito con Palmira, civiltà straordinaria ma inaccessibile poiché distrutta dal terrorismo. L'Eroica di Beethoven per restituire un principio alla bellezza e all'arte, aldilà dei lutti e delle crisi, per costruire ponti di cultura e passione e, con un linguaggio universale, ridare senso alla vita.

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Sono note familiari per l'unica napoletana tra i Cherubini. «Ho ritmo e musica nel sangue», racconta con orgoglio. Il nonno paterno, Salvatore, è chitarrista: ha avuto quattro figli, tutti musicisti. «Marco Traverso, mio padre, violista, insegna al conservatorio di Caltanissetta. Aldo, mio zio, violinista, suona al Bellini di Caltanissetta da più di 25 anni. Tiziana, mia zia, violista, ex orchestrale, insegna. Come Donatella, un'altra zia», spiega. Poi c'è Stefano Duca Traverso: «Mio fratello, flautista. Davide, l'altro mio fratello, è percussionista». Myriam ha anche un gemello: «Avevo cinque anni quando Lorenzo e io abbiamo iniziato a studiare pianoforte, a otto sono passata al violino. Ovviamente da piccoli, applicarsi a esercizi tanto impegnativi non è semplice: crescendo, ho realizzato che questa è la strada che voglio seguire e anche lo studio è più leggero, e io studio più che posso perché desidero vincere un concorso ed entrare stabilmente in un'orchestra».

Il concerto «Le vie dell'amicizia» è stato in ricordo di Hevrin Khalaf, donna curda uccisa in un agguato, e dell'archeologo Khaled Al-Asaad, custode del patrimonio siriano perduto nonché vittima dell'Isis nel 2015. Con la Giovanile Luigi Cherubini, i musicisti della Syrian Expat Philharmonic Orchestra hanno eseguito la terza sinfonia in mi bemolle maggiore, una partitura drammatica, più difficile con la distanza di un metro imposta tra strumenti per le norme anti-contagio. «Normalmente, tra gli archi si suona in due per ogni leggio... Ma, con Muti, tutto è stato estremamente coinvolgente, e divertente: il maestro cita proverbi e detti napoletani, per il suo forte legame con la città». È la musica di casa. Una casa dalle pareti di vetro. Ultimo aggiornamento: 12:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA