Napoli, cede il cric mentre smonta la marmitta: ladro di 45 anni ​muore schiacciato dall'auto

Sabato 20 Novembre 2021 di Melina Chiapparino
Napoli, cede il cric mentre smonta la marmitta: ladro di 45 anni muore schiacciato dall'auto

Ha perso la vita, schiacciato dall’auto che gli è finita addosso per il cedimento del cric. Giuseppe Franco, il 45enne morto sotto il peso di una Volkswagen Polo, venerdì pomeriggio a Pianura, stava cercando di estrarre la marmitta del veicolo prima della tragedia. Gli arnesi da scasso ritrovati nelle sue tasche e gli altri tasselli della vicenda, ricomposti nelle indagini ancora aperte delle forze dell’ordine, non lasciano dubbi su cosa stesse facendo. Per gli investigatori è certo che si sia trattato di un tentativo di furto ma sulle circostanze che avrebbero potuto scongiurare il dramma, come la possibilità che ci fosse un complice, fuggito via, si indaga a tutto campo. Ma questo episodio è molto più di un furto finito in tragedia. Morire per rubare una marmitta ha sicuramente a che fare con la sopravvivenza e il dramma sociale che a Napoli si sta riflettendo nell’impennata vertiginosa della microcriminalità. Dalla fine del lockdown, le forze dell’ordine hanno registrato, in tutti i quartieri cittadini, un aumento significativo dei crimini minori. Al primo posto c’è la sottrazione di copricerchi e marmitte dai cui catalizzatori si estrae il palladio, metallo raro da rivendere sul mercato nero. 

Chi ha visto le gambe con indosso una tuta e scarpe da ginnastica, al di sotto della Polo parcheggiata in via Salvatore Fergola, ha pensato che qualcuno potesse essersi sentito male. È accaduto poco prima delle 17 di venerdì, quando il proprietario dell’auto si è avvicinato allo sportello del guidatore. L’uomo stava recuperando la propria auto che aveva portato dal meccanico dell’officina a pochi passi dal luogo della tragedia, quando si è accorto che sotto la vettura c’era un uomo. Si è formato un capannello di persone, hanno toccato i piedi di Giuseppe franco e si sono accorti che non si muoveva. Ed è stato immediatamente chiamato il 118 e allertata la polizia. Accanto all’automobile, c’era uno scooter modello Sh, parcheggiato proprio di fronte la Polo e ancora con le chiavi inserite.

L’equipe del 118 è intervenuta dopo l’estrazione del 45enne da parte dei Vigili del Fuoco che hanno utilizzato dei cuscini pneumatici, inseriti al di sotto della vettura e gonfiati gradualmente per scongiurare ulteriori traumi sul corpo. Nonostante la tempestività degli interventi, rispetto all’orario della chiamata ai soccorsi, non c’è stato nulla da fare per Giuseppe Franco che è stato ritrovato già privo di vita, per cui il medico dell’ambulanza non ha potuto far altro che constatarne il decesso. Sul posto sono intervenute alcune pattuglie della municipale e le volanti della polizia. Queste ultime hanno avviato l’indagine e proceduto ai primi sopralluoghi, recuperando alcuni attrezzi da scasso addosso all’uomo. I poliziotti della Questura, hanno posto sotto sequestro l’automobile Polo e anche lo scooter Sh che, molto probabilmente era stato utilizzato dall’uomo, la cui identità è stata rilevata solo ieri e per il quale, si attendono gli esiti dell’esame autoptico disposto dall’autorità giudiziaria.

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L’impennata dei furti con il cric, a Napoli, non riguarda solo le automobili ma, recentemente, con questa tecnica, sono stati saccheggiati anche alcuni negozi nel cuore del Vomero. Negli ultimi dieci giorni, la banda del cric ha colpito la pizzeria Pummaro, all’Arenella, il ristorante Opera in via Simone Martini e il caffè Madama Lorette in via Francesco Solimena, al Vomero. L’arnese è stato impiegato per alzare le saracinesche dei locali da derubare, consentendo ai ladri di introdursi attraverso un’apertura minima ma grande quanto basta per trasportare all’esterno, computer, attrezzature per la diffusione di musica, casse e persino le catene di vini pregiati hanno fatto da bottino per i ladri. «Noi imprenditori dobbiamo fronteggiare l’aumento di furti e microcriminalità ma, allo stesso tempo, siamo tartassati da controlli, multe e sanzioni» hanno tuonato Guido Guida e Giorgia Amato, due degli imprenditori vittime della banda del cric.
 

Ultimo aggiornamento: 21 Novembre, 17:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA