Napoletani scomparsi in Messico, svolta nell'inchiesta: indagati 33 poliziotti

ARTICOLI CORRELATI
di Paolo Barbuto e Giuseppe Crimaldi

  • 1491
Trentatré agenti di polizia sotto interrogatorio. Nel Messico delle efferate violenze che si consumano quotidianamente ai danni di tanti innocenti, nel paese che si contende il tragico primato degli abusi e delle contaminazioni tra chi veste una divisa e chi fa parte di bande criminali pronte a tutto, spunta uno spiraglio nelle indagini sui tre napoletani scomparsi nel nulla dal 31 gennaio. Quale che sia l’origine e lo sviluppo di questa oscura vicenda, arriva una buona notizia: un vertice investigativo tra gli organi inquirenti italiani e messicani.
Un incontro per coordinare le indagini e fare finalmente il punto della situazione. Dove sono Raffaele Russo, suo figlio Antonio e il nipote Vincenzo Cimmino, dei quali dal 31 dicembre scorso non si hanno più notizie? E che cosa ne ha determinato la scomparsa? Si tratta di un sequestro di persona? O, piuttosto, dietro la coltre di silenzio e al muro di gomma che ha caratterizzato l’atteggiamento delle autorità messicane ci sono scenari semmai ancor più inquietanti?
Il summit. Martedì - ma la notizia è stata diffusa soltanto ieri - le autorità della polizia di Jalisco (la regione in cui si trovavano i tre napoletani scomparsi nel nulla) hanno incontrato il rappresentante dell’ambasciata italiana in Messico ed un dirigente del Viminale. Un vertice importante teso - spiegano i giornali locali - teso a «scambiarsi informazioni finalizzate a localizzare i tre italiani finiti in un allarmante cono d’ombra». All’incontro hanno partecipato il segretario generale del governo locale, Roberto López Lara, il procuratore generale dello Stato, Raúl Sánchez Jiménez, il procuratore regionale, Fausto Mancilla Martínez, oltre a Simone Landini, consigliere dell’ambasciata italiana in Messico e Guido Iannelli, addetto di polizia italiano. Da fonti locali si apprende che «i diplomatici hanno discusso del progresso dell’indagine, che è stata generata da una denuncia presentata il 31 gennaio dai parenti dei tre cittadini italiani». 

CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Giovedì 22 Febbraio 2018, 08:41 - Ultimo aggiornamento: 22-02-2018 20:52
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP