Napoli, 15enne accoltellato al Vomero: «Aggrediti da un gruppo ​di ventenni senza alcun motivo»

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di Melina Chiapparino

«Adesso vi picchiamo». Quelle parole rimbombano ancora nella testa del 15enne ricoverato nel reparto di chirurgia d'urgenza dell'ospedale Cardarelli. Sull'addome c'è un grande cerotto che copre i segni dell'operazione e il respiro è affaticato ma i ricordi della serata da incubo, trascorsa sabato, sono chiari e lucidi. «Siamo stati aggrediti da almeno 15 persone, senza motivo - racconta il giovane con un filo di voce - non avevamo fatto nulla e stavamo per andare a mangiare un panino come accade ogni sabato». Accanto al suo letto, Luciana, la mamma, ha gli occhi lucidi dalla rabbia e dal dolore perché «non è possibile aspettare che un figlio faccia ritorno a casa dice - e ritrovarsi in ospedale, pregando che possa continuare a vivere».

Luigi, nome di fantasia per tutelare il minore, è il primogenito di 4 figli. Il padre fa l'artigiano, la mamma è casalinga, lui studia all'istituto alberghiero «Vittorio Veneto» di Scampia e vive a Piscinola dove frequenta da anni sempre la stessa comitiva di coetanei, quella con cui si trovava sabato sera. «Un gruppo di ragazzi che dimostravano tutti tra i 20 e i 25 anni ci ha fermati in via Merliani - spiega Luigi - chiedendoci di dove eravamo». A quel punto il 15enne risponde «Siamo di Piscinola» e prontamente, dal folto gruppo dei ragazzi più grandi, uno gli urla «ve ne dovete andare». Passano pochi secondi tra la risposta dei ragazzini e l'aggressione alla comitiva dei 5 minorenni, di cui uno solo riesce a fuggire. «Gli ho risposto che ce ne andavamo e ci siamo girati per allontanarci continua il 15enne loro ci hanno tirati per i giubbini e ci hanno detto che ci avrebbero picchiati, cominciando a colpirci tutti con calci e pugni». In una manciata di istanti, Luigi viene sbattuto con violenza contro una saracinesca e si rannicchia a terra cercando di parare i colpi che gli scaricano addosso almeno 5 persone. La vista gli si annebbia e nella confusione sente le urla degli amici ma nessuno interviene per aiutarli. «Erano le 22 e c'erano molti ragazzi in giro ma nessuno si è messo in mezzo per darci una mano - solo quando gli aggressori si sono allontanati, alcune persone ci hanno aiutato a rialzarci, accompagnandoci alla metropolitana».

I ragazzini, ritornano in metrò e Luigi telefona a casa dicendo ai genitori di prenderlo alla fermata di Piscinola ma, per non allarmarli, dice che non si sente bene. Nel vagone sono in 4 perché l'amico riuscito a sfuggire al raid, non riescono più a contattarlo. I compagni di Luigi, seppure doloranti e con evidenti segni di ecchimosi in volto, fanno meno fatica di lui a camminare. Il 15enne ha un dolore fitto all'addome, si piega dal dolore ma resiste fino a casa dove anche i genitori immaginano abbia qualche costola rotta. Lo strato di vestiti ed il cappotto di Luigi, non mostrano il sangue delle ferite e solo in ospedale i medici scopriranno che il 15enne ha ricevuto 3 coltellate che gli hanno procurato aria nel cavo pleurico, necessitando l'intervento chirurgico.

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Lunedì 11 Dicembre 2017, 08:27 - Ultimo aggiornamento: 11-12-2017 08:55
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COMMENTA LA NOTIZIA
1 di 1 commenti presenti
2017-12-11 09:02:11
Ci sono troppi giovani nullafacenti in giro con gli ormoni alle stelle. Una volta si sfogavano al calcetto in parrocchia, ora vanno in giro a picchiare e disturbare gli altri. Servizio Civile intensivo per tutti. O castrazione chimica temporanea.

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