Napoli 2019, dai pianti per Noemi ai calcinacci killer: ecco la città ferita

Martedì 31 Dicembre 2019 di Paolo Barbuto
Il bello che Napoli ha saputo scoprire nel 2019 lo leggete QUI, il dolore invece va racchiuso in queste colonne: l'evento simbolo della Napoli violenta e oscura è, inevitabilmente, il ferimento della piccola Noemi.


È il 3 di maggio del 2019, nel primo pomeriggio un uomo spara a piazza Nazionale contro un nemico di camorra. In strada c'è una bella bimba, bionda e innocente, si chiama Noemi, viene colpita da un proiettile.

Il resto del racconto lo conoscete, è fatto di lunghissimi giorni in rianimazione con la paura che la piccola possa morire. Le indagini consentiranno di bloccare l'uomo che ha sparato, Armando De Re, faranno luce sui motivi della sparatoria, ma la città non riesce a distrarsi da quella stanza del Santobono dove Noemi lotta per non morire.

La bimba si è salvata ma è diventata il simbolo di una città dove non si esita a sparare, nemmeno fra i bimbi.

Esattamente tre mesi prima, il 4 di febbraio c'era stato un altro evento simile. Elaine Del Sosos, una ragazza di origini dominicane, tornava a casa di notte assieme al suo fidanzato: stava registrando un video con il cellulare per raccontare la felicità di quel momento, lo smartphone registrò anche il momento in cui sulla strada si materializzarono due scooter che si inseguivano. Nel video si sentono gli spari e poi le urla della ragazza trapassata da un proiettile alla coscia, arteria femorale sfiorata: solo per questo si è salvata.

Due episodi per racchiudere un anno in cui a Napoli s'è sparato tanto, in mezzo agli innocenti: nel conto degli episodi criminosi ci sarebbero decine di stese, alcune delle quali in pieno centro, fra i bar di piazza Trieste e Trento. Nell'elenco si dovrebbe aggiungere l'omicidio davanti all'asilo di San Giovanni a Teduccio fra i bimbi, il 9 di aprile. In questa lunga e drammatica storia va aggiunto necessariamente l'attentato dinamitardo che travolse la pizzerie di Gino Sorbillo ai Tribunali il 16 di gennaio.


Rosario Padolino stava per chiudere definitivamente il suo storico negozio in via Duomo, con l'estate sarebbe andato in pensione: la mattina dell'otto giugno stava andando a prendere il caffè con i colleghi, venne colpito alla testa dal cornicione di un palazzo e perse la vita, ucciso dal degrado e dalla fragilità di una città che andava e va tuttora in pezzi.

La città che si sfalda non si ferma neppure di fronte alla storia: il 2019 è stato l'anno dello sprofondamento nella chiesa degli Incurabili. Il pavimento è venuto giù di schianto in una notte di fine marzo portandosi dietro i marmi antichi. Poco dopo l'intero complesso ospedaliero degli incurabili è stato chiuso, è tuttora vietato in attesa di progetti di recupero che s'annunciano lunghi e difficili, così anche il Museo delle arti sanitarie e, soprattutto, la storica Farmacia degli Incurabili, sono rimasti chiusi, prigionieri del degrado.

Il racconto dovrebbe passare attraverso gli interventi dei vigili del fuoco per eliminare pericoli e tagliare alberi crollati sulle strade, almeno 400 solo in questo 2019, dovrebbe proseguire per i crolli e gli sprofondamenti che hanno bloccato le strade e la vita delle persone.

Passiamo direttamente all'autunno, ai giorni della paura per la Tangenziale con un viadotto, quello di Capodichino, dov'è stato scoperto che ferro e bulloni erano danneggiati: limitazioni alla circolazione e traffico impazzito. Agli inizi di gennaio si svolgerà la definitiva prova da carico per riaprire senza più problemi quella strada.


L'anno che si chiuderà questa notte ha visto protagonisti ancora gli ospedali napoletani: aggressioni ai medici, malati disperatamente in barella ma, soprattutto, l'assalto delle formiche ai letti dei pazienti, scandalo infinito e non del tutto chiarito che ha gettato ombre lunghe sulla sanità della nostra città.

In tema di salute oltre ai (fortunatamente) pochi picchi di inquinamento da polveri sottili, il 2019 ha riservato anche due aggressioni plateali al mare della città: l'otto di gennaio il mare di Mergellina s'è colorato di bianco, s'è scoperto che era stato uno sversamento illecito nelle fogne; il 22 di marzo il mare di Posillipo è stato ricoperto di verde smeraldo, anche in questo caso illeciti sversamenti, anche in questo caso la testimonianza di disamore verso l'ambiente e verso Napoli.

Al tema dell'ambiente andrebbe abbinato quello della raccolta dei rifiuti: allarme costante per tutto l'anno con picchi che proprio in questi giorni stanno diventando insopportabili e scatenano l'ira dei cittadini.


L'ultimo simbolo della brutta Napoli nel 2019 è il matrimonio fra il neomelodico Tony Colombo e la vedova di un boss, Tina Rispoli. Evento preceduto da un concerto al Plebiscito effettuato senza reali permessi, giornata segnata da un corteo non autorizzato di saltimbanchi, immagini finite sulle tv di mezzo mondo a imperitura memoria del trash made in Napoli. Ultimo aggiornamento: 11:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA