Napoli, due donne del 118 aggredite: è il secondo episodio del 2021

Venerdì 15 Gennaio 2021 di Ettore Mautone
Napoli, due donne del 118 aggredite: è il secondo episodio del 2021

Nuova aggressione, la numero due del 2021, a un team del 118 a Napoli. L'episodio è avvenuto giovedì sera in via Salvator Rosa a Napoli. Due infermiere ed un autista soccorritore della postazione di Piazza Carlo III sono state aggredite dai parenti di un paziente che aveva perso conoscenza per strada. Un codice rosso: all'arrivo dei soccorsi è partita la solita gragnuola di calci e pugni all’indirizzo del mezzo e dell’equipaggio e le operatrici sono state strattonate per i capelli. All’origine della violenza un inesistente ritardo nell'arrivo del mezzo di soccorso.

L’aggressione è stata puntualmente registrata dal sito dell'Associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate” guidata da Manuel Ruggiero. “Nella rete del 118 solo un terzo delle ambulanze attive a Napoli sono dotate di telecamere e il personale non ha le promesse body-can - avverte il medico - va sottolineato che nonostante gli attimi di inaudita violenza le due professioniste hanno portato a termine l’intervento soccorrendo il paziente trasportandolo in codice rosso al Cardarelli dove è giunto alle ore 19.38 circa”. Qui le due infermiere si sono fatte refertate al pronto soccorso per i traumi subiti e si riservano di sporgere denuncia. Sono 54 le aggressioni contate nel 2020 ai danni del perso ale sanitario di prima linea, 105 nel 2019. 

 

La nuova legge sulle aggressioni ai camici bianchi, (legge 14 agosto 2020, n. 113)  entrata in vigore il 9 settembre 2020 applica le pene previste per le lesioni gravi cagionate a un pubblico ufficiale ossia la reclusione da quattro a dieci anni, mentre per le le lesioni gravissime, la reclusione stabilita va da otto a sedici anni. Previste anche le circostanze aggravanti e sanzioni amministrative (da 500 a 5.000 euro).

Sono in corso indagini per l'identificazione di chi ha compiuto reati. Giuseppe Alviti leader Federazione nazionale Lavoratori invoca una scorta di guardie giurate o dell’esercito per le ambulanze del 118 mentre l’Ordine degli infermieri si dice pronto a dare sostegno legale alle colleghe aggredite. Su un altro fronte di tutela l’Ordine professionale degli infermieri invia una diffida legale all'Ateneo Vanvitelli in quanto gli insegnamenti in infermieristica sono affidati a medici "in aperta violazione con il Decreto ministeriale 336, del 29 luglio 2011. Annunciato un ricorso alle vie legali in caso d’inottemperanza. 

L’Ordine delle professioni infermieristiche di Napoli ha diffidato formalmente l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Inoltre, ha avvertito l’Ateneo, nella persona del Rettore Gianfranco Nicoletti, che all’atto di diffida seguirà entro sette giorni il ricorso alle vie legali nel caso di inottemperanza. 


Il grave atto di accusa segue di poco una lettera dai toni garbati, inviata dall’Opi Napoli per chiedere l’osservanza della legge in materia di docenze universitarie, In particolare: “che gli insegnamenti” in “Infermieristica in Medicina Specialistica” e “Infermieristica delle Disabilità” del Polo Incurabili e in “Infermieristica in Area Critica” del Polo Elena D’Aosta, “vengano attribuiti a candidati in possesso del titolo di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche” e non a docenti medici come purtroppo succede. Ma alle buone maniere dell’Ordine degli infermieri di Napoli, l’Ateneo ha risposto con noncurante silenzio. Un atteggiamento che l’Ordine ha interpretato come segno offensivo e lesivo nei riguardi della professione.  E, soprattutto, come dichiarata volontà di perseguire nella condotta di aperta illegalità

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