Il racconto di Suor Antonietta: «Io, nell'inferno di Napoli dove i medici sono eroi»

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di Maria Chiara Aulisio

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Suor Antonietta Scotti da nove anni, con due consorelle - suor Renata e suor Maria - vive in una casa messa a disposizione dall'Arciconfraternita dei Pellegrini all'interno dell'ospedale della Pignasecca. Appartengono all'ordine delle Suore figlie della Carità di san Vincenzo de' Paoli, le tre suore, prestano il loro servizio accanto agli ammalati offrendo sostegno, preghiere e conforto ogni volta che ce n'è bisogno. Suor Antonietta, 76 anni, di Pozzuoli, è la madre superiora, sempre in movimento, volitiva e determinata, si divide tra il lavoro in corsia e quello a Sessa Aurunca dove è responsabile dell'associazione San Vincenzo de' Paoli Onlus, un gruppo di giovani volontari che si dedica con amore alla cura di ragazzi diversamente abili. Lo ha saputo appena sveglia quello che era accaduto durante la notte al pronto soccorso: il ferito, i colpi di pistola, la paura, a due passi da lei.
 

Suor Antonietta, si spara anche in ospedale.
«Ormai non c'è più limite. Si ammazzano ovunque, non pensavo che saremmo arrivati a tanto: violenza e criminalità non hanno più confini. Porto ancora nel cuore il dolce sorriso di Pietruccio, il salumiere della Pignasecca morto qualche mese fa durante una rapina nel suo negozio. Era una persona buona, lo amavano tutti, con noi poi era di una disponibilità assoluta: non meritava quello che gli hanno fatto».

Anche stavolta persone innocenti hanno rischiato la vita.
«Lo so bene. Ho parlato a lungo con un infermiere che era lì quando è arrivato il killer. È ancora terrorizzato, non riesce a crederci e non riesce a non pensarci. C'è tanta paura qui in ospedale, e non da oggi. I medici, gli infermieri, tutto il personale sanitario, dovrebbero venire a lavorare, non a scansare botte e proiettili».

Succede spesso?
«È chiaro che l'episodio dell'altra notte rappresenta un evento eccezionale, per fortuna. Diversamente dagli atteggiamenti violenti, e dalle aggressioni, che invece si verificano con grande frequenza soprattutto durante il fine settimana quando bevono, si drogano e poi può accadere di tutto».
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Domenica 19 Maggio 2019, 14:00 - Ultimo aggiornamento: 19-05-2019 23:07
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 6 commenti presenti
2019-05-19 20:40:00
Rudolph Giuliani al posto del tipo dei centri sociali che fa il sindaco, farebbe la differenza...
2019-05-19 18:04:51
Ha ragione la suora,Napoli è un inferno,una realtà paragonabile solo a quelle delle metropoli tremende e perdute di Honduras,Salvador, Messico e Colombia. Lo sa bene chi in questo quotidiano inferno fatto di piccole e grandi illegalità,soprusi,violenze e prepotenze è costretto a vivere e/o lavorare. Non certo il turista che si trattiene lo spazio di un week-end e che una volta a casa commenta: bella,certo,ma non ci vivrei per nessuna ragione al mondo.
2019-05-19 14:40:12
A volte mi chiedo quando é successo che il male ha preso il sopravvento in questo Paese. Anni 50? Anni 60? Io non credo che sia stato sempre cosí !!
2019-05-19 17:07:50
da quando napoli ha visto la sinistra a palazzo s.giacomo ....40 anni a questa parte ....ecco i risultati
2019-05-19 20:22:34
Magari fosse solo la sinistra, magari. Purtroppo è l'intera classe dirigente napoletana che fa pena. L'intera borghesia.

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