Napoli, l’agosto nero dei tassisti: «L’aeroporto di Capodichino invaso dagli abusivi»

di Antonio Folle

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Un agosto nero, nerissimo, quello dei tassisti napoletani nello scalo aeroportuale di Capodichino. All’aumento dei turisti in transito nell’aeroporto di Napoli ha fatto quasi automaticamente seguito l’aumento dei tassisti abusivi che, in spregio a qualsiasi regola, “invadono” il mercato dei tassisti regolari tagliando via intere fette di mercato. Una situazione non nuova quella che si registra all’interno dello scalo partenopeo e che è stata più volte denunciata dai tassisti e dai loro rappresentanti sindacali. Lo scorso 2 agosto un violento diverbio tra un tassista e un abusivo è sfociata in una aggressione con conseguente ricorso alle cure ospedaliere per il malcapitato lavoratore. Molti pensavano che, dopo questo fatto increscioso, Gesac e polizia municipale avrebbero messo in campo interventi più efficaci sul fronte della prevenzione, ma sono stati irrimediabilmente delusi.
 
Da diverse settimane – come hanno raccontato i conducenti delle auto bianche – all’interno dell’aeroporto si segnala la presenza di un vero e proprio “cartello” di tassisti abusivi. Una decina di individui, alcuni legati tra loro da legami familiari, che adescano i potenziali clienti direttamente dalle aree dove sbarcano i turisti. Un “prelievo alla fonte” che, oltre ad andare contro qualsiasi regolamento comunale, rappresenta una mazzata tremenda per una categoria, quella dei tassisti, in sofferenza per la presenza dei nuovi vettori – Uber in primis – che stanno minando il mercato.
 

Ma come si riconoscono gli abusivi? A un occhio allenato è semplicissimo. Come segno distintivo, infatti, utilizzano quasi sempre un borsello a tracolla che viene tenuto al rovescio bene in evidenza e si aggirano tra i turisti adescando i gruppi più numerosi. Sono proprio i gruppi, infatti, il bersaglio preferito degli abusivi che possono gestire una vera e propria flotta di vetture, ovviamente quasi sempre prive di copertura assicurativa. Gli orari preferiti sono, ovviamente, quelli di maggiore affluenza. Con un picco di presenze di abusivi intorno alle 13. Agli abusivi che “fanno servizio” all’interno della struttura aeroportuale, inoltre, si aggiungono i “cani sciolti” che operano al di fuori dell’area a gestione Gesac.
 
«La nostra categoria è tra quelle più attenzionate da parte della polizia municipale – spiega Rosario Gallucci, referente del sindacato Orsa trasporti – settore taxi – non riusciamo a spiegarci come sia praticamente impossibile mettere le mani sugli abusivi che, oltre a danneggiare il nostro lavoro, sono un danno incalcolabile anche per l’immagine della nostra città. Spesso – prosegue il rappresentante sindacale – siamo costretti a litigare di persona con gli abusivi. Molte volte, però, le liti sfociano in vere e proprie aggressioni, come quella che si è verificata qualche giorno fa ai danni di un tassista che cercava di allontanare un abusivo. Ci auguriamo che quanto prima si riesca a intervenire anche dal punto di vista normativo su questa questione. Le semplici multe non bastano perché questi soggetti non hanno niente da perdere e non le pagano. Bisogna sequestrare i veicoli, solo così si può contrastare efficacemente il problema».
 
I problemi nello scalo di Capodichino, però, non si limitano alla sola presenza di tassisti abusivi. A tenere banco, infatti, le arcinote difficoltà di viabilità all’interno della zona a traffico limitato gestita da Gesac – il traffico in alcune ore del giorno è infernale anche a causa del gran numero di auto in doppia fila – e i comportamenti scorretti di alcuni tassisti regolari che, non rispettando i propri turni di lavoro, contribuiscono a creare il caos in una categoria, quella del trasporto su taxi – che necessiterebbe di seri interventi sia dal punto di vista dei controlli che dal punto di vista delle riforme dei regolamenti che disciplinano il lavoro.
Mercoledì 21 Agosto 2019, 14:30 - Ultimo aggiornamento: 22 Agosto, 08:01
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