Napoli, al via i lavori per riaprire il parco di Villa Letizia

di Alessandro Bottone

Dopo anni di immobilismo iniziano i lavori di riqualificazione del parco di Villa Letizia a Barra. Oggi l’area è stata consegnata alla ditta che interverrà praticamente a partire dal prossimo lunedì.

Da oltre nove anni il polmone verde del quartiere nella zona orientale di Napoli è negato ai cittadini. Le essenze arboree sono in pessime condizioni, con diverse piante spezzate e alberi danneggiati anche in seguito alle tempeste dei mesi scorsi. Nel pieno degrado non solo la parte del parco destinata ai bambini – le giostre sono state vandalizzate e date alle fiamme – ma anche i due chioschi in muratura presenti al centro dei giardini: vandalizzati e pericolosi, specie a causa della presenza di inferriate arrugginite e penzolanti, si provvederà alla messa in sicurezza. La pista di pattinaggio, l’arena, la vasca della fontana, i vialetti sono ormai del tutto irriconoscibili, con rovi di sterpaglie che li ricoprono completamente. Mancano i tombini, trafugati nel tempo. Danneggiati e fuori uso gli impianti di illuminazione e quello idrico.

Con i lavori innanzitutto si ripristinerà la recinzione del parco, in più punti manomessa o inesistente. Si ricostruirà il muro che divide l’area verde davanti all’edificio storico dall’altra parte della struttura. In quest’ultima – conosciuta come “parco mazzetta” - non si arrestano gli sversamenti illeciti di rifiuti: ogni tipo di materiale viene scaricato nei vialetti e nelle aiuole. Tonnellate di “monnezza” accatastate da mesi, in alcuni casi anni, in più occasioni date alle fiamme. Trasformati in rifiuti speciali, occorrerà un intervento di bonifica: dunque sarà necessario un intervento di caratterizzazione prima di provvedere alla rimozione e ciò comporta spese ingenti.

Tornando ai lavori. Oltre al muro di cinta si provvederà a ripristinare tutte le caditoie mancanti. Solo mettendo in sicurezza l’area si potrà intervenire nella manutenzione del verde. La sfida sarà trovare la forza lavoro visto che la VI Municipalità, che gestisce il bene, ha a disposizione pochi uomini che si occupano del verde. Sarà necessaria, dunque, la sinergia con le altre forze del Comune di Napoli che, mettendo a disposizione i fondi, ha già permesso l’apertura del cantiere dopo le pressioni politiche dell’ente municipale che non era in grado di operare direttamente per mancanza di fondi e mezzi a disposizione. Difatti, i 37mila euro per i lavori di estrema urgenza sono stati assegnati alla municipalità di Napoli Est dopo una delibera della giunta comunale.



Il ripristino del muro di cinta e l’eliminazione dell’attuale scala in pietre di tufo nel “parco mazzetta” ne impedirà l'accesso, evitando ulteriori danneggiamenti e furti di materiale. Nella delibera, approvata dal consiglio della VI Municipalità ad agosto scorso, si richiama la ricorrenza delle Universiadi e l’idea di individuare il parco di Villa Letizia come sede della prossima edizione della “Città del gioco e del giocattolo”. Un modo per metterla al centro di eventi importanti. «Regione e Comune si occupano dello stadio San Paolo. Noi, invece, ci occupiamo delle realtà del territorio restituendo i parchi ai cittadini, di far rivivere il quartiere attraverso i giardini» dichiara Pasquale Farinelli, assessore al verde della VI Municipalità (Barra, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio).

Il lavoro, politico e amministrativo, delle prossime settimane sarà tutto incentrato sulla "ricerca" di giardinieri e vigilanti da assegnare al parco una volta terminati i lavori. Solo con la manutenzione ordinaria e la presenza di uomini nella struttura si potrà evitare l’abbandono del parco chiuso da un decennio. Altrettanto indispensabile è il riutilizzo dei chioschi: di qui l’idea di Farinelli di assegnarli con un bando, magari per realizzare uno chalet che possa animare l’area e offrire un servizio all’utenza del parco.

La riapertura del parco di Villa Letizia è una questione su cui la giunta municipale, guidata da Salvatore Boggia, ha lavorato anche in passato. Due anni fa era stata messa in campo una operazione di pulizia anche con la partecipazione di volontari: poi ci si rese conto che erano necessari interventi massicci e, dunque, si è ricorso all’utilizzo di risorse pubbliche per recuperare un bene collettivo.
Martedì 5 Febbraio 2019, 18:34
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