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Napoli, alcol venduto ai minori l'offensiva del questore: chiusura per otto locali

Venerdì 29 Aprile 2022 di Giuseppe Crimaldi
Napoli, alcol venduto ai minori l'offensiva del questore: chiusura per otto locali

Alcol somministrato ai minori, scattano i provvedimenti della Questura. Contro un fenomeno inquietante, e a quanto pare anche sempre più diffuso, arriva la mano pesante nei confronti dei titolari di bar e locali che chiudono un occhio, e in qualche caso anche tutti e due, servendo vino, birra, spritz, cocktail ed altre misture ad alta gradazione potenzialmente letali per i giovanissimi. I casi di ricoveri in stato di coma etilico di ragazze e ragazzi sono noti.

L'ultimo caso risale a ieri. Il questore di Napoli, Alessandro Giuliano, ha disposto su proposta dell'Unità Operativa Tutela Emergenze Sociali e Minori della Polizia Locale di Napoli la sospensione per 15 giorni dell'attività di vendita di alimenti e bevande nei confronti di un supermarket in via Calata Trinità Maggiore. Lo scorso 19 marzo gli agenti della Municipale avevano denunciato l'addetta dell'esercizio commerciale per aver venduto bevande alcoliche a tre ragazze, tutte di età compresa tra i 13 e i 15 anni; nonostante le ragazzine avessero dichiarato di essere minorenni, la donna aveva ugualmente venduto le bevande alcoliche raccomandando, in caso di controlli da parte delle forze dell'ordine, di non rivelare dove le avessero acquistate. Il provvedimento è dunque finalizzato a scongiurare un concreto pericolo per la sicurezza pubblica.


Il bilancio che traccia la forte azione di contrasto al fenomeno è eloquente. Dall'inizio del 2022 il questore ha emesso già otto provvedimenti di sospensione ai sensi dell'articolo 100, sei dei quali riguardano proprio la vendita di alcolici a minorenni. Sono tanti i casi, tante le storie che si intrecciano dietro le misure interdittive assunte dalla Questura. E va dato atto che in questa lotta a volte impari c'è tutta un'azione preventiva e di controllo messa in campo da polizia, carabinieri e - soprattutto - agenti della Municipale. Il primo caso dell'anno risale al 20 novembre scorso, in un baretto del centro storico: nei confronti dello stesso locale due mesi prima era già stato irrogato un analogo provvedimento, con una sospensione per 5 giorni, poiché, anche in quella circostanza, erano stati serviti alcolici a due minorenni. Inoltre, l'esercizio commerciale era stato multato a maggio 2020 perché aveva violato l'obbligo di chiusura alle 23, previsto dall'ordinanza regionale allora in vigore. Risultato: chiusura per 14 giorni. Sempre ai Decumani un altro locale era stato sanzionato: già finito al centro di un intervento dei carabinieri per una rissa scoppiata per futili motivi, si era scoperto che vendeva bevande e alimenti senza alcuna licenza commerciale. Il fenomeno si intensifica, com'è ovvio, durante le notti di movida. A finire nella morsa dei controlli, il 5 febbraio, un altro negozio nella zona dell'Orientale, all'interno del quale un dipendente stava somministrando un Negroni ad un 15enne al quale non era stato richiesto il documento d'identità, nonostante i caratteri somatici ne evidenziassero la minore età: denuncia per il barman e chiusura per due settimane. Copione identico per l'episodio del 10 marzo in calata Trinità Maggiore, dove a un 15enne e a un 16enne erano stati vendute birre e vino in un'enoteca della zona. Ulteriori controlli avevano permesso di accertare che lo stesso titolare - il 22 maggio dello scorso anno - era stato già pizzicato nella identica situazione, ed era stato anche sanzionato precedentemente per aver somministrato due volte alcolici oltre l'orario consentito.

Altri casi si sono registrati in vico Carrozzieri, a Monteoliveto. In questo caso si scoprì che il titolare del locale era stato sanzionato amministrativamente il 27 novembre dello scorso anno per aver venduto bevande alcoliche a minorenni ed in precedenza anche suo padre, che in quella circostanza svolgeva le mansioni di barman, era stato denunciato per aver somministrato bevande alcooliche a minori. Ed ancora, un bar di Mezzocannone, un noto locale di Chiaia, ancora piazza del Gesù, fino ad arrivare all'ultimo caso.

Si scrive binge drinking, si legge abbuffata alcolica. Un punto di non ritorno che sembra essere sempre più varcato dai giovanissimi. Secondo i parametri fissati dalle organizzazioni internazionali, una unità alcolica corrisponde a dodici grammi di alcol puro, corrispondenti a un bicchiere di vino, una birra media o un bicchierino di superalcolici. Può apparire strano, ma superare questi limiti - soprattutto per un ragazzo - può portare a conseguenze gravissime, e persino alla morte.

Ultimo aggiornamento: 30 Aprile, 08:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA