Napoli, tutti in fila per il Reddito: c’è la carica degli ambulanti

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di Daniela De Crescenzo

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I conti non sono difficili: se hai una bancarella in via Labriola a Scampia, o un poco più in là a Secondigliano o a Miano, o magari alla Stazione o nel centro storico, se ti arrangi vendendo un po’ di merce contraffatta o qualche chincaglieria, se incassi meno di cento euro al giorno che moltiplicati per 26 fanno giusto 780 ecco che conviene il reddito di cittadinanza. E allora: ambulanti di tutto il mondo unitevi. E compilate il modulo.

Da giorni al Caf dell’Unione Inquilini di via Mianella c’è un via vai di precari del commercio: «Ne arrivano tanti, tutti sperano di riuscire a ottenere questo benedetto reddito per campare un po’ meglio», spiega Domenico Lo Presto, il segretario dell’organizzazione. Naturalmente possono aspirare al reddito perché il loro commercio è, ed è sempre stato, totalmente a nero. «Se pagassi anche le tasse in tasca non mi resterebbe proprio niente», spiega un utente. E l’altro commenta soddisfatto: «Stamattina a via Labriola non è passato nessuno a chiedere il pizzo, così abbiamo evitato la nostra tassa quotidiana». 

Molti ambulanti, del resto, già incassano il reddito di inclusione che adesso sperano di convertire nel più sostanzioso reddito di cittadinanza. Ma con la nuova norma si corre il rischio di essere chiamati a lavorare e loro non hanno nessuna intenzione di lasciare il commercio: «Quasi nessuno tra gli ambulanti pensa di lasciare Napoli per “prendere un posto” precario. Così corrono il rischio: incassano il reddito finché è possibile e quando arriva la chiamata al lavoro ci rinunciano. Intanto per qualche mese hanno tirato a campare e rimpolpato le entrate.

Un ragionamento che vale per gli ambulanti, ma molto più generalmente per tutti quelli che lavorano a nero. A chiedere i moduli a Mianella si è presentato anche il padroncino di una piccola ditta edile che non ha mai pagato una lira di tasse e non sa nemmeno cosa sia la partita Iva. Ha incassato l’assegno di inclusione e adesso è preoccupato: vorrebbe convertirlo in reddito di cittadinanza, ma non ha nessuna intenzione di perdere i soldi “veri” quelli che gli entrano dalle ristrutturazioni clandestine per le quali dà lavoro ad altre due persone. E, soprattutto, non vuole attirare l’attenzione sulle sue attività: e se qualcuno, controllando controllando, si accorgesse che arriva a incassare anche ventimila euro al mese? Ci pensa, riflette, non decide. Ha bisogno di consultarsi, spiega. 

Chi non ha dubbi sono, invece, i parenti, madri, padri, fratelli e sorelle, dei tanti pregiudicati ora in galera. Via Mianella si trova alle spalle della Masseria Cardone dove per qualche anno ha comandato la fazione della Vanella Grassi: i congiunti dei camorristi di prima, seconda e terza fila, hanno chiesto i moduli e sono pronti a compilarli. Del resto anche l’azienda di cui i loro cari sono azionisti, la droga Spa di Scampia, è un’azienda in crisi.

Le crisi sono tante e tutte diverse. E ognuno spera di risolverle a modo proprio. Molti di quelli che incassano la pensione sociale sperano di convertirla in pensione di cittadinanza e chi è anziano e ha perso il lavoro punta a utilizzare l’assegno per arrivare all’età della pensione.

Gennaro nella sede dell’Unione Inquilini dei Tribunali quasi arriva a picchiarsi con la moglie. Lui sa quello che vuole: il divorzio. «Tieni l’amante!», urla la consorte. «Ci dobbiamo divorziare perché così tu incassi la pensione di cittadinanza e possiamo campare», cerca di fare ragionale la moglie. Gennaro l’anno prossimo andrà in pensione, ha un lavoro “regolare” da poco più di dieci anni presso una università privata, prima aggiustava le fotocopiatrici in proprio. E al Caf ha chiesto i conteggi. Quando ha scoperto che le sue entrate si ridurranno a 1050 euro al mese e che a quel punto, con un affitto da 700 euro da pagare, avrà serie difficoltà ad arrivare a fine mese, ha studiato un piano: chiederà il divorzio, la moglie incasserà 700 euro con la pensione di cittadinanza e a quel punto potranno vivere tutti e due felici e contenti. Ma lei non ci sta. Non vuole divorziare e lui continua a urlare: «Tu mi vuoi vedere a chiedere l’elemosina…»: convincerli a tornare a casa è un’impresa.
 
Sabato 23 Marzo 2019, 00:00 - Ultimo aggiornamento: 23-03-2019 16:10
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5 di 14 commenti presenti
2019-03-24 11:55:14
Il problema é la inciviltá che vige tra la gente a cominciare dagli impiegati comunali, regionali e statali, poi i caf una invenzione della sinistra come posso imbrogliare lo stato, registrarmi a disoccupato nullatenente con moglie che ha boutique, ma registata sulla nonna, o sulla figlia disabile di down syndrom, e io che mi arrangio tra vendita di falsi, droghe e come parcheggiatore abusivo. Questa é Napoli /Italia, se 2Giggino Di Maio ha colpa é la sua rincoglioneria di credere troppo bene di gentaglia tipo sergenteromano e i suoi simil cafoni.
2019-03-23 17:54:04
Da aprile scatta i tagli sulla mia pensione Xché ho versato 42anni e 8mesi per poi dare i soldi a questi S…. parassiti.
2019-03-23 19:32:06
caro padagna1 il reddito da nullafacenti è stato approvato anche da quello che deve rispondere dei 49 milioni rubati!!!!!
2019-03-23 17:24:25
Una ricetta alternativa in 10 punti chiave: 1) Incentivare in modo esagerato per chi offre un lavoro a tempo indeterminato (da finanziare con i soldi del reddito di cittadinanza) 2) incentivare molto chi offre lavoro a tempo determinato, incentivi proporzionati alla durata dei contratti, più lunghi sono e più si ottiene. (soldi recuperabili dai fondi di assistenza ai senza lavoro). 3) lotta senza quartiere al lavoro nero, con più ispettori (al posto dei navigator)e agli affitti in nero che favoriscono l'immigrazione clandestina 4) guerra all'evasione fiscale con pene detentive certe e controlli massicci e il cui recupero va a come abbassamento delle aliquote fiscali. 5) definizione dei minimi salariali per categoria e per area. 6) reddito ai disoccupati con il minimo salariale, i quali passano automaticamente alle dipendenze del comune di residenza per lavori socialmente utili a tempo pieno. I comuni che si tengono più bassi negli organici possono usufruire gratuitamente di tali risorse. 7) incentivare il prolungamento per andare in pensione lasciando, a chi lo vuole, la parte di tassazione che oggi và allo Stato. 8) esentare tassazione per la prima casa solo per redditi bassi.Le risorse da investire solo per adeguamenti ambientali e risparmio energetico. 9) Tramutare la ex leva militare in servizio civile obbligatorio, forza lavoro da impiegare per lavoro di bonifica ambientale. 10)Aumentare pene e risarcimento di chi fa danni in Amministrazioni pubbliche; da commisurare al reddito del responsabile e al valore del danno.
2019-03-23 15:48:05
Caro diario 2105 ricordo che in principio i navighetor dovevano essere 10.000 poi sono scesi a 6.000 successivamente a 4.500 ora sono arrivati a 3.000!!! Certo quando uno è deciso..... Ogni giorno che passa Gigino mi ricorda sempre più la parodia di cettolaqualunque infatti nel primo film Cetto prometteva l'impossibile a tutti ma quando qualcuno gli ha chiesto e per i poveri cosa pensa di fare. Dopo un attimo di smarrimento Cetto rispose "o c..... Ai poveri non ci avevo pensato!!! Ecco Gigino è così spara spara senza pensare alle conseguenze!!!

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