Napoli, ambulanze senza medici: cancellate le postazioni 118 di Chiaia e del Vomero

Sabato 14 Maggio 2022 di Ettore Mautone
Napoli, ambulanze senza medici: cancellate le postazioni 118 di Chiaia e del Vomero

Dopo i pronto soccorso anche il 118 perde pezzi: dal 1° giugno chiudono le postazioni medicalizzate del Crispi e del Vomero, quest’ultima dopo 22 anni. Resteranno entrambe in piedi solo con infermiere e autista. Il responsabile della centrale operativa Giuseppe Galano, leader sindacale degli anestesisti dell’Aaroi, prova a far quadrare il cerchio con le forze residue. I 3 medici della postazione Crispi saranno destinati ad alcuni presìdi periferici altrettanto carenti (San Paolo, Scampia e Ponticelli) cruciali per la copertura del territorio.

Dal 1 giugno una fetta di città, che comprende Vomero - Arenella oltre a Chiaia, San Ferdinando e Posillipo (tutti molto popolosi ed ad alto tasso di anziani) non potranno più contare su ambulanze con medico a bordo. Altri due camici bianchi saranno dirottati dalla postazione San Gennaro a beneficio di Scampia e Ponticelli. Il 118 intercetta una fetta di assistenza in urgenza evitando, quando possibile, il trasporto in ospedale. Nel 2021 su circa 60mila soccorsi 23 mila sono stati risolti in loco dal medico a bordo. Se il medico non c’è infermiere e autista possono soltanto trasportare i pazienti in ospedale. Pensionamenti, indisponibilità ai turni sulle ambulanze per malattia, richieste di trasferimenti in altre Asl (Napoli 2 non ha gli stessi problemi di Napoli città) e in altri settori della medicina primaria (medicina di famiglia, guardie mediche), burn-out, aggressioni, mancate rotazioni, scarsa attrattività sul piano stipendiale e delle tutele contrattuali completano il quadro di questo servizio salvavita che andrebbe potenziato e rifondato.

A febbraio scorso a saltare fu il turno notturno della postazione Incurabili, nel quartiere Sanità, per tenere aperta 24 ore Ponticelli. Ora c’è in cantiere la demedicalizzazione delle postazioni Vomero e Crispi con l’obiettivo di concentrare gli uomini disponibili in alcuni quartieri più critici evitando la parcellizzazione dei turni medicalizzati che impedisce un’allerta mirata in caso di necessità. L’intento è avere a disposizione almeno alcune postazioni medicalizzate h24 da utilizzare primariamente nel caso in cui ci siano codici rossi, grandi emergenze e frangenti complessi. Allo stato attuale il servizio 118 a Napoli gestisce 19 postazioni, di cui 5 con risorse Asl, quanto a mezzi e personale, e 13 in appalto esterno. La Asl con il 118 gestisce anche il trasporto secondario con 14 mezzi in un periodo in cui si registrano oltre 60 mila interventi l’anno. 

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Un altro punto dolente è quello del centro storico: in caso di necessità c’è solo la postazione Annunziata e dopo l’abolizione di quella del Chiatamone l’ambulanza più vicina è al San Paolo o all’Aeroporto mentre quella San Gennaro, come detto, è a mezzo servizio. Spostamenti e decisioni che tuttavia non solo indolori per il servizio e per il personale. Negli ultimi due anni sono andate via 45 unità con penuria ormai estesa anche agli autisti e agli infermieri. Attualmente i medici sono in totale 32 (7 convenzionati e 25 dipendenti) e da giugno saranno distribuiti su 8 postazioni medicalizzate (Ponticelli, Aeroporto, Scampia, San Gennaro, Annunziata, San Paolo, Pianura e Capri), altri 5 dottori lavorano nella centrale operativa. Nonostante i ripetuti appelli alla Regione e alla Asl del responsabile Galano il numero totale dei medici in servizio è sceso ancora di 13 unità negli ultimi mesi e una carenza stimata di almeno 60 dottori. Il nodo centrale resta quello dei reclutamenti. In Consiglio regionale è stato chiesto di bandire concorsi per medici senza specializzazione purché abbiano esperienza di 5 anni in area emergenza. Attualmente sono 5 i candidati per il concorso per tentare di assumere 15 dirigenti medici per il 118, con domande in via di esame da parte della Asl Napoli 1. 
 

Ultimo aggiornamento: 16 Maggio, 14:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA