Morta a Napoli a 36 anni, Anna era incinta: «Un'ecografia l'avrebbe salvata»

di Leandro Del Gaudio e Ettore Mautone

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Non era una colica renale, neppure una lombosciatalgia. Niente di tutto questo: la donna morta al Vecchio Pellegrini portava in grembo un feto di almeno 30 settimane, con oltre sei mesi di vita, ed è stata stroncata da un probabile infezione interna: il bimbo è morto soffocato dal cordone ombelicale, secondo quanto sta emergendo dall'autopsia. Primo pomeriggio, incarico conferito a consulenti d'ufficio e di parte sul corpo di Anna Siena, la donna morta a 36 anni qualche giorno fa nell'ospedale della Pignasecca, la prima valutazione lascia senza fiato: un aborto in necrosi ma non riscontrato dai medici potrebbe aver ucciso la donna. Ipotesi choc che emerge dalle primissime fasi dell'esame autoptico, anche se i medici hanno sessanta giorni per depositare le loro conclusioni in Procura. Brutta storia, un possibile caso di malasanità, con i parenti della donna che masticano dolore e rabbia. E che chiedono giustizia, a partire da quanto sta emergendo in queste ore, a proposito di un feto presente nell'utero da oltre 30 settimane. Un caso tutto da decifrare, anche perché il feto era «ritenuto» e non è chiaro da quanto tempo fosse privo di vita. Interrogativi che solo l'analisi dei consulenti nominati potranno sciogliere, in una vicenda che presenta comunque altri lati oscuri.
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Sabato 2 Febbraio 2019, 08:30
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