Napoli, l’Arcigay contro don Maurizio Patriciello: «Vomita odio sulla comunità LGBT»

Venerdì 15 Gennaio 2021 di Gennaro Morra
A sinistra Antonello Sannino, segretario dell'Arcigay; a destra Don Maurizio Patriciello

Ancora una volta Don Maurizio Patriciello è protagonista di una polemica, innescata per le sue posizioni contrarie alle unioni omosessuali e le famiglie arcobaleno. In quest’occasione il parroco di Caivano, diventato famoso per la sua lotta contro i roghi tossici nella Terra dei Fuochi, è finito nell’occhio del ciclone per un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, in cui critica il ripristino della dicitura “genitore 1” e “genitore 2” sui moduli scolastici e i documenti d’identità rilasciati dai comuni italiani agli under 14. Una definizione burocratica che nel 2015 aveva già sostituito quella tradizionale di “madre” e “padre”, grazie a un provvedimento del governo Renzi. Poi, nel 2018 Matteo Salvini, allora ministro dell’Interno del primo governo Conte, aveva deciso di tornare all’antico, ripristinando la vecchia terminologia.

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Ma è di ieri la notizia che l’attuale titolare della poltrona del Viminale, Luciana Lamorgese, ha ritenuto opportuno tornare alla definizione più generica di “genitore 1” e “genitore 2”, che risolve anche alcuni problemi sollevati dal garante della privacy in questi anni. E la novità non è piaciuta a Don Patriciello: «Da manicomio – scrive il parroco nel suo post –. Gli architetti, i ministri, ecc. di sesso femminile hanno – giustamente! – preteso e ottenuto di essere chiamate architette, ministre, ecc. Adesso alle mamme (mamma: da sempre stupendo genere femminile) viene chiesto di retrocedere a un patetico e retrogrado “genitore” dal sarcastico e becero sapore maschilista. Vi pare normale? Donne di tutto il mondo, unitevi. E pretendete i vostri inalienabili diritti. Solo per fare un esempio, perché “genitore” e non “genitrice”?».

Un’uscita che non è piaciuta ad Antonello Sannino, segretario dell’Arcigay Napoli, che in un post di risposta si è scagliato contro il prete: «Inaccettabile ingerenza da parte di padre Patriciello – scrive l’attivista –. Colui che si professa dalla parte dei deboli, ancora una volta è pronto a vomitare odio gratuito sui social. Non è la prima volta che questo personaggio cerca visibilità politica e pur di ottenerla scarica tutto l'odio e la rabbia sociale, ancora più pericolosa in questo delicato momento storico, contro le persone #LGBT e contro le nostre famiglie. Siamo pronti ad una manifestazione a Caivano. Gli speculatori sociali e i seminatori di odio, come Maurizio Patriciello, sono uno dei veri problemi di questo Paese. È inaccettabile!».

Poi, sollecitato da Il Mattino, rincara la dose: «Con l'assalto a Capitol Hill abbiamo visto cosa significa generare la macchina d'odio social – afferma –. Padre Patriciello è un piccolo Trump del vesuviano che chiama a raccolta i suoi contro le famiglie LGBT». E conclude: «Sono davvero nauseato, lui dovrebbe stare dalla parte delle persone più deboli. A questo punto intervenga il vescovo. A me in molti stanno chiedendo addirittura di segnalare il comportamento di padre Patriciello al papa».

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