«Napoli, le armi della faida di camorra nascoste nei copertoni delle auto dei residenti»

di Leandro Del Gaudio

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Un certificato medico per fare le «stese». Un documento di un medico Asl da tenere in tasca in vista di un eventuale controllo di polizia, tanto per stare apposto quando si rientra in casa. È uno degli espedienti usati dai killer del clan Vastarella della Sanità, per dribblare le indagini quando i vicoli del centro storico si trasformano in un inferno. È il racconto del pentito Daniele Pandolfi a far emergere il sistema dei falsi certificati medici, quando si tratta di scendere in strada e consumare le cosiddette «stese», scorrerie armate, ultima moda nella frontiera criminale cittadina. Spari contro balconi, portoni, saracinesche.
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Martedì 18 Giugno 2019, 21:54 - Ultimo aggiornamento: 19 Giugno, 07:47
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