Napoli, maxi blitz nella notte: venti arresti, decapitato il clan di Castellammare di Stabia

Martedì 12 Novembre 2019 di Dario Sautto

Vasta operazione della Guardia di Finanza nel settore del contrasto alla criminalità organizzata. I finanzieri della compagnia di Castellammare di Stabia, con i reparti dipendenti del Gruppo di Torre Annunziata, stanno eseguendo venti ordinanze cautelari nei confronti di capi e affiliati del clan Cesarano

Tra questi, spicca il nome di Luigi Di Martino, alias 'o profeta, da meno di due mesi detenuto al 41 bis nel carcere Opera di Milano e ritenuto l'ultimo reggente del clan Cesarano, capace di stringere alleanze anche con altre cosche di camorra nel Napoletano e nel Salernitano. Nuovo ordine di arresto anche per i suoi uomini di fiducia Giovanni Cesarano (detto Nicola) e Aniello Falanga.

Una delle basi del traffico di stupefacenti era al mercato dei fiori di Pompei.
 


«Oggi fai latte, alluminio e legno», può sembrare la lista della spesa ma in realtà erano gli imprenditori ai quali Giovanni Cesarano deve chiedere il «pizzo» attraverso il suo factotum Aniello Falanga. L'intercettazione è negli atti dell'inchiesta giudiziaria della Guardia di Finanza di Castellammare e Torre Annunziata (coordinata dalla Dda di Napoli), che ha portato oggi all'esecuzione di 20 misure cautelari nei confronti di altrettanti appartenenti al clan Cesarano di Castellammare di Stabia. Giovanni Cesarano (anche lui già in carcere), viene considerato il capo degli estorsori del clan: quando viene intercettato è in prova ai servizi sociali. Sta scontando 25 anni di carcere per un omicidio commesso in Germania, quello di Giuseppe Ambruoso. Ogni giorno, alle 8,30, prende servizio come operaio in una ditta che lavora l'alluminio. Ma prima di entrare in servizio si incontra con Falanga e gli fa la lista degli imprenditori, settore per settore, da taglieggiare. Tra questi figura anche Adolfo Greco, l'imprenditore stabiese del latte (finito sotto indagine in un'altra inchiesta, ndr): «Oggi fai latte, alluminio e legno».

La figura di Cesarano emerge per la particolare prepotenza che usa anche nei confronti dei suoi sottoposti, quelli incaricati di ritirare il «pizzo». In un'altra intercettazione viene ascoltato dagli investigatori mentre, con Falanga, intimidisce i suoi uomini: «Se ti dico struppialo (riducilo male, ndr), tu vai là e struppialo... se non paghi (gli dice di riferire alla vittima, ndr) ti siedono sulla sedia a rotelle e ne esci con il cucchiaino».

Ultimo aggiornamento: 17:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA