Agguato con pestaggio in una palestra, quattro in carcere e due ai domiciliari

Giovedì 5 Novembre 2020 di Ferdinando Bocchetti

Quattro persone in carcere e due agli arresti domiciliari. I carabinieri della Compagnia di Marano, nell'ambito di un'indagine coordinata dai magistrati della direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno fatto luce sul pestaggio di un cittadino albanese, avvenuto due anni fa all'interno di una palestra. Gli indagati sono contigui al clan Orlando, da anni egemone sul territorio cittadino e nei comuni di Quarto e Calvizzano. Le indagini hanno consentito agli inquirenti di ricostruire il coinvolgimento dei destinatari delle misure cautelari nel pestaggio di un albanese che risiede da molti anni a Marano.

L'uomo, accusato di aver picchiato l'ex compagna, sarebbe stato invitato con un escamotage a recarsi in una palestra di proprietà di uno degli indagati. Ad attenderlo c'erano sei persone che lo avrebbero aggredito brutalmente. Non paghi dell'aggressione, lo avrebbero poi invitato ad allontanarsi dalla città. «Qui non puoi più stare, a Marano non devi farti più vedere»: queste le parole che sarebbero state pronunciate dagli aggressori. L'uomo, temendo ulteriori ritorsioni, non aveva denunciato i fatti, poi emersi attraverso altre attività di indagine. Per riacquistare la propria serenità e quella dei propri cari, il cittadino albanese fu costretto, in un secondo momento, a versare una somma di denaro (un regalo) a uno degli arrestati. In manette sono finiti, nella serata di ieri, Carlo Gaetano Orlando (arresti domiciliari), Kamel Rahmani, un tunisino ritenuto il picchiatore del clan Orlando e titolare della palestra dove si sarebbero svolti i fatti, e Ciro Marra (arresti domiciliari), meglio noto come Biscotto.

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Nell'elenco dei destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare figurano inoltre Celestino De Fenza, già detenuto per reati legati alle estorsioni e al traffico di stupefacenti, Pasquale Baiano, alias Pacci Pacci, già detenuto per estorsione aggravata, e Gianluca Troise, anch'egli già in carcere perché accusato di estorsione aggravata. Troise, al pari di De Fenza e Baiano, è un affiliato di primo piano della fazione malavitosa operante sul territorio. Anni fa fu accusato di aver assassinato Luigi Felaco, alias Ginetto Nazzaro, figlio di Giuseppe, un noto affiliato del clan Nuvoletta. Felaco fu braccato e finito all'interno di un caseificio di Calvizzano, praticamente a ridosso con il comune di Marano. Per quell'omicidio, Gianluca Troise fu condannato in primo grado all'ergastolo, ma fu poi assolto in appello. I sei indagati sono accusati (a vario titolo e con l'aggravante del metodo mafioso) di lesioni, violenza privata ed estorsione. ll tunisino Kamel Rahmani, di recente, era stato sottoposto alla misura del divieto di dimora anche nell'ambito di un'inchiesta sull'immigrazione clandestina che vede coinvolti anche alcuni dipendenti comunali.

Ultimo aggiornamento: 08:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA