Napoli, ascensori fuori uso in 16 scuole: il dramma degli alunni disabili

di Rossella Grasso

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Dall’8 gennaio sull’ascensore della scuola Dante Alighieri di Piazza Carlo III è comparsa una circolare: «Fermo impianto per scadenza contrattuale manutenzione ascensori. È vietato a chiunque l’uso dell’ascensore fino a nuova comunicazione». Lo stesso cartello è comparso anche alla Mastriani e in altre 16 scuole della IV Municipalità, S.Lorenzo, Vicaria, Poggioreale, Zona Industriale e negli uffici dell’Ex Ospedale Pace in via dei Tribunali. Non si tratta di un semplice disservizio ma di un ostacolo enorme per chi è diversamente abile. La negazione del diritto allo studio per quei bambini che non possono contare sulle proprie gambe, e, con l’ascensore in disuso, non riescono a raggiungere le loro classi. Sono Patrizia e Anastasyia, due mamme di bambini diversamente abili, a far partire la denuncia. «Fino a quando durerà questa situazione? – dicono -  Chiediamo al Sindaco di intervenire al più presto».

Sono tre settimane che il folto gruppo di mamme di bambini disabili, tra cui Patrizia e Anastasyia, ha cominciato a protestare e a segnalare il problema prima ai dirigenti scolastici poi in comune. «Sono stata fortunata – racconta Patrizia – alla scuola di mio figlio Mattia ho avuto grande solidarietà da parte della dirigente, degli insegnanti e delle altre mamme. Abbiamo fatto una raccolta firme ma più di questo non possiamo fare». Il 25 gennaio la Giunta Comunale su proposta dell' assessore alla Scuola Annamaria Palmieri e al Rapporto con le Municipalità Alessandra Clemente ha approvato la delibera inerente la manutenzione ordinaria degli ascensori delle scuole della IV Municipalità  per un importo di 25.000 Euro prelevati dal Fondo di Riserva. «L'Amministrazione comunale – si legge nella nota - ha messo fine al momento di interruzione del funzionamento degli ascensori della IV Municipalità, stanziando le risorse necessarie per riattivarne l'uso dalla prossima settimana». Ma durante la settimana successiva di tecnici a lavoro per collaudare gli ascensori non si è vista l'ombra.
 

Mattia, il figlio di Patrizia, è affetto da tetraparesi distonica cinetica, costretto sulla sedia a rotelle. Sua mamma è cardiopatica e non può fare sforzi, suo padre quando può, lo accompagna a scuola e lo porta in braccio fino alla classe. Ma entrambi i genitori lavorano e non sempre possono farlo. Così Mattia può andare a scuola solo qualche giorno, non tutti, come ha sempre fatto fin ora. «Il maestro di sostegno di Mattia – racconta Patrizia – mi ha anche chiesto se poteva prenderlo in braccio lui e portarlo in classe. L’ho ringraziato di cuore ma ho paura che mio figlio possa cadere perché per la sua patologia fa dei movimenti improvvisi ed è difficile da tenere». «Ogni giorno io, mia mamma o gli amici di Paolo lo mettiamo su una sedia di legno e a fatica lo portiamo fino in classe», racconta Anastasyia, mamma di Paolo che soffre di atrofia muscolospinale 3. Cammina ma con fatica e per lui le scale della scuola Dante Alighieri sono un ostacolo insormontabile. «La terapista mi ha detto che se si sforza a salire le scale la terapia è inutile – racconta – Quando non possiamo accompagnare Paolo in classe lui soffre, piange, perché non può vedere i suoi amici che sono fondamentali per lui».

A questo si è aggiunta una nuova difficoltà per Paolo. Dopo che Anastasyia ha denunciato la situazione e portato documenti a scuola e in comune, la classe di Paolo da lunedì sarà spostata al piano terra dove c’è la materna. I bambini più piccoli saranno spostati al piano superiore e solo la classe di Paolo, una terza elementare, sarà al pianoterra. «Solo qualche mamma è stata solidale – racconta Anastasyia – le altre non hanno apprezzato lo spostamento. Le capisco perché hanno paura che i loro figli piccoli si possano fare male. Mi sento anche in colpa per questo ma non è colpa mia, non è colpa di mio figlio, non lo so nemmeno io di chi è la colpa».

Ci sono bambini e ragazzi disabili di quelle 16 scuole che non stanno proprio andando a scuola a causa dell’ascensore fuori uso. C’è anche chi è costretto a fare lezione separato dalla propria classe, segregato al pianoterra con la sola compagnia degli insegnanti di sostegno. Agli sforzi quotidiani di chi si impegna a dare tutto ai figli, dai giochi alle terapie, si è aggiunto l’ostacolo quotidiano di doverli anche portare in braccio in classe. «Vogliamo combattere tutti i santi giorni – dice Anastasyia – ma vogliamo anche che la nostra città migliori, soprattutto le scuole, per i nostri figli e per tutti i bambini. Lunedì sarà 3 febbraio, inizierà la quarta settimana in cui alcuni bambini sono stati lasciati da soli, altri sono portati in braccio in classe dai genitori per il diritto allo studio. Fino a quando si può?».  
Domenica 3 Febbraio 2019, 12:10 - Ultimo aggiornamento: 03-02-2019 18:35
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