Gli operatori funebri contro il Comune: «Subito nuovo regolamento»

di Nico Falco

Bene l’Istituzione del registro, ma c’è ancora da approvare un «regolamento nullo». L’EFI, l’associazione che rappresenta gli operatori del settore funerario, prosegue la polemica con l’amministrazione comunale dopo il recente caso del polverone sollevato per l’assenza di vigilanza nei cimiteri. E strizza l’occhio alla Regione Campania.

L’occasione è l’introduzione delle regole per l’Istituzione del registro regionale degli esercenti l’attività funebre e degli operatori funebri, pubblicate nell’ultimo Burc. «Le linee guida arrivano dopo 16 anni dall’approvazione della legge 12/2001, e ringraziamo la Regione Campania e la giunta De Luca per questa accelerazione dopo la lunghissima attesa – dice l’avvocato Francesco Cinque, in rappresentanza dell’EFI, - ma restano delle criticità irrisolte, come quella legata al Comune di Napoli. Già in passato – continua il legale – Palazzo San Giacomo non ha seguito le indicazioni regionali che disciplinano la materia funeraria e cimiteriale. Nel 2006, il Comune di Napoli si dotò del suo regolamento di polizia mortuaria che non è mai stato avallato dalla Regione; in pratica, stiamo andando avanti da 11 anni con un regolamento nullo». Da qui, la richiesta di un tavolo di confronto.

«Ci rivolgiamo direttamente all’assessore Sardu – conclude Cinque - riveda l'attuale regolamento che, per l'iter di approvazione, risulta ad oggi illegittimo, e pertanto provveda alla emanazione di un nuovo regolamento disattendendo quello attuale. Noi come associazione di categoria siamo pronti a sederci a un tavolo per dare il nostro contributo».
Martedì 12 Dicembre 2017, 18:33 - Ultimo aggiornamento: 12-12-2017 19:12
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