Napoli, autisti Anm con stipendi più alti
ma sono «inidonei» alla guida

di ​Paolo Barbuto

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Quanti sono, oggi undici maggio 2017, gli autisti dell’Anm considerati «inidonei» alla guida e destinati ad altre mansioni? Non provate a chiederlo all’azienda che gestisce il trasporto pubblico napoletano, perché quel dato viene considerato troppo «sensibile» e quindi non diffuso. Il fatto è che proprio quel numero è di fondamentale importanza per la gente della strada. Perché dal numero di autisti inidonei non solo dipende la qualità e la frequenza del servizio ma anche una porzione del disastrato bilancio della società. 

Abbiamo provato a chiedere in giro quanti sono gli inidonei, ma le risposte non possiamo considerarle ufficiali. Diciamo che, però, arrivano dall’interno dell’azienda e forse sono abbastanza attendibili: dunque, su un totale di 1029 «operatori di esercizio», gli autisti si chiamano così in burocratese, almeno 179 hanno una inidoneità conclamata e definitiva. Il numero sarebbe già molto elevato così com’è, solo che a questo valore va aggiunto quello degli inidonei «temporanei» che, dicono, è sicuramente più consistente di quelli «definitivi». Ma noi non vogliamo esagerare e consideriamo una equivalenza fra i due numeri ipotizzando che sono 179 anche questi ultimi: arriviamo a un totale di 358 inidonei che rappresenterebbero il 35% della forza lavoro-autisti dell’intera azienda di mobilità. Un vero problema non solo per chi deve spostarsi ma anche per chi deve fare i conti.

A questo punto è necessaria una premessa. Ci sono tantissime persone che hanno pieno diritto ad ottenere l’inidoneità alla guida, perché quello dell’autista è un mestiere che distrugge la schiena e produce tensione e stress, ci sono ad esempio anche alcune donne incinte nei confronti delle quali nessuno potrà mai pensare di avanzare dubbi o illazioni. Il fatto è che in mezzo a questo gruppo si nasconde anche una sacca di «furbi» che approfitta della situazione per trarre un vantaggio economico, e vi spieghiamo in quale maniera.

Quando un autista viene considerato inidoneo alla guida, abitualmente viene destinato ad altre mansioni (non sempre, talvolta resta mesi ad aspettare, ma di questo parleremo in un’altra occasione). Sarebbe ingiusto, però, privare delle indennità da autista una persona che s’è ammalata proprio per colpa della guida. Così gli stipendi restano immutati anche se la nuova mansione prevederebbe una busta paga inferiore. Tutto corretto, se chi ha l’inidoneità s’è realmente spaccato la schiena a bordo di un pullman per le strade di Napoli. Ma se fra gli inidonei, come sostiene qualcuno soprattutto dal sindacato Usb, c’è una grande massa di persone giovani e assunte da poco, allora viene il sospetto (ma è solo un sospetto, per carità) che ci sia un problema: giovani, assunti come autisti con tanto di indennità supplementari, poi trasferiti ad altre mansioni al fianco di colleghi che per fare lo stesso identico mestiere guadagnano di meno. Se c’è da indagare, qualcuno lo farà, noi attualmente siamo certi che ogni dettaglio della vicenda-inidoneità sia corretto.

Anche se c’è, poi, un’altra stortura in questa vicenda.

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Mercoledì 10 Maggio 2017, 23:51 - Ultimo aggiornamento: 11 Maggio, 10:37
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